BEYOND THE RAGE

“Path To Annihilation”

 

Vengono da Napoli questi quattro ragazzi, autori di un lavoro che essi stessi definiscono (levando le castagne dal fuoco al recensore) “Extreme melodic death metal”. E infatti, rispetto al precedente lavoro (Solitude Life – 2005), si sono induriti parecchio, sia nelle linee vocali (visto che ora si avvicinano molto ai Dying Fetus), sia nelle ritmiche, ora più propriamente “estreme”.

Il demo è composto da quattro tracce, di cui la prima è una breve intro. Passiamo subito a “Ecstasy of death”: già dalle prime note si sente ancora l’eredità del metal classico che li caratterizzava agli esordi, anche se la violenza è più accentuata. Le linee vocali brutal a bestia si alternano a un growl più classico alla In Flames (senza andare sul pulito – nota per i noiosi che si lamentano dell’andazzo odierno del buon Anders - ). Ci sono un sacco di cambi di tempo (come, del resto, anche nelle altre tracce), sempre difficili da realizzare ma, d’altronde, di grande effetto. Dopo un breve e ben fatto assolo di chitarra, ci si avvia al finale e si va verso la terza traccia: “Vision of Annihilation”. Il ritmo è subito tiratissimo, il growl fa molto Dying Fetus da subito e i cambi di tempo si susseguono anche qui, andando ad inanellarsi su molti riff, devo dire, di stampo heavy classico (e la cosa non dispiace affatto, anzi). La linea vocale è ancora alternata e, devo dire, anche ben fatta. Buono anche il lavoro della sessione ritmica, che inanella cambi uno dopo l’altro senza perdere un colpo. Ad un certo punto della traccia, un’apertura bellissima e tirata di stampo classico, prima di tornare su ritmi cadenzati per concludere anche questa canzone.

In chiusura abbiamo “Feeling of Guilt”: parte con un ritmo sincopato ai massimi, per poi distendersi con una violenza inaudita (che non manca in tutto il lavoro) ed arrivare ad un forte cambiamento di tempo (tanto per cambiare).

Che dire, questi ragazzi son proprio bravi! Le chitarre (Giovanni Parisi) costruiscono le loro melodie senza mai disdegnare assoli ben fatti e dando spesso e volentieri una mano a creare il muraglione ritmico (Antonio Sobrio e Raffaele Di Maio*), differenziando in maniera sostanziale (ed originale) le tracce l’una dall’altra. Anche la sessione ritmica fa un gran lavoro, per non dire poi dell’eclettico singer Andrea Tilberis. Questi ragazzi hanno delle sfumature che li fanno rassomigliare, per certi aspetti, ai Dying Fetus e Meshuggah da un lato, e Dismember dall’altro, ma hanno il pregio di unire il tutto con un gusto sapientemente heavy metal, eredità (buona, a mio avviso) delle loro origini.

Unica pecca, che però non inficia il tutto, è la qualità della registrazione, nel senso che il volume generale del cd è basso. C’è da dire però che i suoni sono in linea con il genere ed amalgamati benissimo (ognuno con la giusta equalizzazione relativa), e poi registrare un demo all’anno è sempre un cosa molto impegnativa (e il sottoscritto ne sa qualcosa).

Detto questo, i Beyond The Rage sono caldamente consigliati. Non mi stancherò mai di ripetere che in Italia c’è del buono (musicalmente parlando) e per tutti i gusti!

Sito ufficiale: www.beyondtr.altervista.org

Cagliostro

*Così a occhio, indovinereste chi dei due è il bassista? Facciamo un contest: chi indovina e mi manda una mail, vince una foto di me in tenuta Steve Harris 1986.

 

VOTO: 7/10