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DEATH MECHANISM "Necrotecnology" Arriva dal nord Italia questa scarica di violenza musicale che porta il nome di Death Mechanism. Già a partire dal nome, dunque, si intuisce che non siamo di fronte ad un Bobby Solo, ma….bando alle ciance! Il tempo di mettere il demo nel lettore, e già si respira aria di trash-death (così definito perché, in questi casi, la linea di separazione tra i due sottogeneri è quanto mai lieve) di scuola Slayer e Sodom. Questi due gruppi infatti, a mio avviso, sono le due maggiori influenze e linee guida di questi ragazzi, da cui riprendono gli stili e le sonorità. Non c’è che dire: se i titoli delle quattro canzoni promettono violenza (“War Mechanism”, “Fusion Man-Weapon”), la loro esecuzione mantiene in toto la promessa. Pozza, Rambo e Daniele (rispettivamente chitarra-voce, batteria, basso) sprigionano una cattiveria che ha dell’incredibile, riuscendo però ad incanalare la rabbia più pura in linee strumentali serrate ma mai eccessive. L’inizio di Unknown Pathology è quanto di più carico di tensione ci sia, e infatti, dopo una breve intro, si entra subito nel vivo del pezzo con una veramente buona entrata trash, sulla quale si installa la voce demoniaca di Pozza. Il pezzo prosegue poi su ottimi ritmi, portandoci alla seconda traccia: la titol track. Inizio spezzaossa per poi proseguire su ritmi veramente molto serrati. Si prosegue poi con le altre due tracce, War Mechanism e Fusion Man-Weapon, anch’esse molto buone, per rendersi poi conto che siamo arrivati alla fine. Un demo che si lascia sentire in tutta la sua durata, dunque e che va ascoltato tutto d’un fiato. Tirando le somme, sono rimasto molto ben impressionato dalla qualità della registrazione (veramente molto buona), dal fatto che gli assoli (sempre molto difficili da eseguire correttamente in questo genere, con questi tempi) siano suonati in maniera molto rigorosa e mai casuale, e dal fatto che, effettivamente, il songwriting è di buona qualità. Quello che avrei preferito è magari un cantato un po’ meno monocorda, cioè uno sforzo vocale in quanto a flessibilità. E’ anche vero che non è facile suonare la chitarra a questi ritmi e cantare nello stesso tempo, per cui va dato atto che comunque il lavoro di Pozza (tra l’altro, compositore di tutti i pezzi) non è indifferente. Personalmente credo che quando i Death Mechanism riusciranno a staccarsi definitivamente dal capezzale dei grandi nomi da cui sono ispirati, completando il lavoro di personalizzazione del proprio songwriting, avremo di fronte un gruppo coi controcazzi, pronti a mettere a ferro e fuoco i locali in tutto il continente. E non me lo vorrò perdere. Per il momento, godetevi questo demo in versione “quattro tracce di violenza”. Consigliato a chi ha ama Slayer e Sodom. Un’ultima osservazione sulla copertina: in sé per sé è anche impaginata bene e il disegno di front cover è anche interessante: quello che mi lascia un po’ perplesso, sono gli accostamenti cromatici: le scritte verdoline su sfondo rosso-arancione non mi convincono granchè. Ma insomma, alla fin fine questi son dettagli.
Sito Web: www.deathmechanism.altervista.org
VOTO: 7/10
Cagliostro |