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JUGLANS REGIA
"Controluce"
In attesa che il caro
collega Thunderthrash si esibisca in uno straccio di
recensione, mi prendo la briga di scrivere 2 righe sui Juglans Regia.
Ovvero: croce e delizia. Ad un sound bello, fresco, corposo ed
interessante,
si affianca una linea vocale decisamente indigesta e tutt'altro che
graffiante. Con queste premesse giuro che è durissimo reggere gli
oltre 30
minuti di questo lavoro. Aggiungamoci anche i testi in italiano che
non
facilitano assolutamente le cose... Insomma: le musiche proposte dai
Juglans
Regia sarebbero senz'altro da 10, ed è un vero piacere cullarvicisi...
Per
il resto (includiamoci anche l'orribile cover) stendiamo un velo
pietoso.
CONTATTI:
www.juglansregia.com
Angst
VOTO:
5/10
Ho dovuto ascoltare
diverse volte questo disco prima di poter formulare un qualche
giudizio e scrivere questa rece.
Il primo passaggio di questo lavoro nella mia autoradio fu una decisa
delusione: la band non suona heavy metal, a meno che non la vogliamo
inquadrare in un qualche tipo di Doom particolarmente “eclettico”, ma
piuttosto un tipico rock italiano di maniera, richiamando alla mente i
primi Litfiba, ai quali però hanno da insegnare anziché da tributare o
altri elementi come Timoria,CCCP e BlueVertigo, anche se il suono è
particolarmente ricercato e sconfina talvolta in un leggero prog come
nella traccia numero due (“Magnifica Ossessione” forse la migliore di
tutte) dove il chitarrista Antonello si lancia nell’esecuzione di
diversi contorsioni sul manico della sua tastiera.
Tuttavia non sono riuscito ad accantonarlo ma con pazienza ed
attenzione ho cercato di capire cosa tutto sommato continua ad
attirami in questi suoni.
Il risultato di tanta dissertazione è stato l’ammissione che questo
gruppo ha quella che definirei una stordente consistenza e convinzione
di quello che suona che finisce per intrappolarti nella logica del suo
modo di essere: tempi lenti e sfinenti di batteira,voce mai sopra la
righe, profonda e litanica, chitarra pulita che accompagna più che
trainare, ma una dolcezza di suono davvero coinvolgente.
La prima cosa che ti viene in mente ascoltandoli è un paesaggio
dipinto in tinte ocra e blu oltremare,foglie morte e ghiaia,rami
secchi sulla spiaggia in una giornata piovosa di Novembre (emblematica
a tale proposito è “Il Vento”) e per quanto tutto ciò sia già stato
cantato da altri e possa risultare scontato Alessandro te le racconta
con tanta convinzione e sentimento che non puoi fare a meno di
ascoltarlo, ed ascoltandolo con attenzione ti accorgi di come dalle
liriche emerge un costante desiderio di violenza e sangue e coscienza
di conflitto con il resto del mondo, che è l’ultimo retaggio
dell’attitudine metal che la band dichiara (in un foglio nota di
presentazione allegato al CD) di avere avuto agli inizi e che
smentisce la prima impressione di essere di fronte al solito gruppo
pronto ad autocompiacersi della propria diversità e del proprio essere
alternativi.
La prima traccia è forse la più “stanca” di tutte anche se colpisce
per le liriche (è tratta da qua “…bisognoso di sangue tra la folla
cerco…”), la già citata “Magnifica Ossessione” è la più spedita e
ricercata con piacevolissimi stacchi in cui conduce la chitarra,dopo
il disco diventa un po’ scontato e ripetitivo,sino a che non avvia “Il
Vento” che ti risveglia con l’intro acustica e che guida l’ascoltatore
in questo strano universo che la band ha costruito in musica.
Il pezzo finale è la degna conclusione di questo piccolo concept sulla
solitudine e sull’autoriflessione nonché sulla coscienza di essere
cattivi e spietati,e suona “triste ma vero” racchiudendo in un sunto
di 4 minuti circa tutta l’essenza dei Juglans Regia.
Suonare quel che piace ed essere convinti della propria identità è
fondamentale per una band e non posso che appoggiare la scelta fatta
dai Juglans con questo DEMO tuttavia alla lunga può stancare chi non
é sulla stessa lunghezza d’onda.
Giulio “GiuLiOnE” Balleggi
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