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Gli Axxis sono perennemente stati una band "fuori tempo", tardivi nell'
'89 a tirar fuori quel gioiellino di perfetto mix tra metal europeo e
melodie americaneggianti che era "Kingdom Of The Night" e fuori tempo
nel modernizzare il loro sound in veste "grungy" con il deprecabile
"Matters Of Survival", la band di Dortmund ha forse azzeccato adesso la
veste giusta con un album targato 2000 dall'esplicativo titolo "Back To
The Kingdom", la cui qualità è bissata ora da questo "Eyes Of Darkness",
nuova conferma della classe e del gusto melodico della band tedesca.
Non inclini a rincorrere il power melodico, nonostante quando vogliano
sappiano andarci giù decisi, gli Axxis sono più decisamente legati
all'heavy rock europeo più elegante di Scorpions, Bonfire, Pretty Maids,
Shy, Fair Warning ecc... per guardare oltreoceano inserendo influenze ed
aperture "aoreggianti" o riff robusti alla Dokken, oppure agli anni '70,
con un amore che sembra quasi palpabile per i Deep Purple e per l'uso
frequente dell'hammond da parte del tastierista Harry Dellers
Tutto questo si trova in "Eyes Of Darkness", aperto proprio dalla
minacciosa title - track, riffs grintosi, gran ritornello e il
bravissimo Bernhard Weiss a rincorrere le tonalità del Klaus Meine dei
tempi d'oro.
Se il precedente "Back To The Kingdom" aveva dato più spazio all'aspetto
più duro del sound degli Axxis, "Eyes Of Darkness" ne riscopre gli
aspetti più melodici e pieni di classe, con la frizzante "Brandnew
World", con aperture corali alla Queen e influssi A.O.R. oppure la
classe cristallina che traspare in "Shadow Of Light" o dal hard rock
elettro - acustico di "Battlefield Of Life e "Keep Flying", dalle
melodie quasi beatlesiane.
Ma gli Axxis riescono anche ad essere frizzanti ed intelligenti, nel
mescolare riffs alla AC/DC e hammond settantiano in "Wonderland", nelle
sostenute "When The Sun Goes Down" (vicina ai Pretty Maids) e "Larger
Than Life", con un riffing duro e che ricorda gli Accept, oppure "At The
Crack Of Dawn", con i primi Europe a far capolino, ma il tutto sempre
riletto in un'ottica personale ed originale.
Un'originalità che fa così vincere agli Axxis anche la "battaglia" sui
lenti, più semplice "Angel", con classico crescendo elettrico
all'altezza del ritornello, più originale e piena di pathos "Lost InLove".
Il ritornello ultracatchy di "One Million Faces" è adatto in sede live a
lunghi "botta e risposta" con il pubblico mentre a chiudere questo
viaggio nelle diverse facce degli Axxis troviamo addirittura una cover
di "The Four Horseman" degli Aphrodite's Child, band dei tardi anni '60
che vedeva in formazione il tastierista Vangelis e il corpulento Demis
Roussos, reinterpretata e trasformata (ma non snaturata) in un hard rock
epico e pomposo.
Gran bel disco questo "Eyes Of Darkness", un disco che lascia la voglia
di farsi riascoltare grazie ad arrangiamenti abili e melodie facili e
memorizzabili, carte importanti da giocare per gli Axxis, per entrare
definitivamente nel cuore degli amanti del metal più melodico e
raffinato.
(Stefano Giusti)
Mi
accingo a recensire un disco di un gruppo che ho scoperto da poco
tempo,ma che mi ha subito appassionato x le sonorità molto
affascinanti, perciò
farò del mio meglio, pur non conoscendo molto del gruppo in
questione. I tedeschi Axxis,capeggiati dal cantante-chitarrista
Bernard Weiss,ci propongono
un disco di sano hard rock melodico,autori di un disco nel 2000 di
un disco favoloso intitolato Back to the Kingdom,di cui
suggerisco a chi legge l'acquisto. Ritornano con questo nuovo EYE OF
DARKNESS,direi alla grande,più o meno sulle medesime coordinate di
Back,anche se non alla stessa altezza,ma soprattutto sulle coordinate
che da molti anni portano avanti,sinonimo di coerenza,che si riscontra
ahimè in pochissimi gruppi oggigiorno. IL disco si apre con la title
track,in cui una voce fuoricampo che ci introduce al pezzo vero e
proprio, un mid tempos in cui la bella voce di Weiss, squilla nelle
orecchie, ccompagnato da chitarre stupende,in cui molto da vicino si
possono risentire le bellissime sonorità del loro precedente
album,veramente un ottimo inizio,che ci introduce la seguente
WONDERLAND;anche qui magnifiche sonorità "americaneggianti"
tessono la tela di un pezzo,con assoli e chorus trascinanti,da
cantare tutti insieme ad alta voce. Il pezzo seguente è intitolato
THE FOUR HORSEMEN (chi pensa che sia un pezzo in onore dei Metallica
si sbaglia), è al contrario un pezzo con alcuni cambi di tempo al suo
interno, che tra l'altro si tratta anche di una cover, ma all'interno
del libretto,non specifica il nome del gruppo,ma solo l'autore,un
certo Vangelis Papthanassiou. Degna di nota è la seguente "semiballad"
BRAND NEW
WORLD, un tentativo ben riuscito nell'unire sonorità tipicamente hard
rock,con sonorità + tranquille,tirando fuoril'ennesimo bel pezzo
caratteristico degli Axxis.Il sound si indurisce di nuovo con WHEN THE
SUN GOES DOWN, una piccola gemma del hard rock,e una delle mie
preferite dell'album.Sostanzialmente l'album non subisce cali nel suo
intercorrere,anche se la presenza di pezzi + rallentati,lo rendono
leggermente inferiore a Back,ma che riesce cmq a trasmettere belle
sensazioni,proprio nei suoi momenti + rilassati,vedi in KEEP FLYING. ONE
MILLION FACES è forse il pezzo più "heavy"
dell'album,anche qui mid tempo con chitarre fottutamente rock,rock
senza fronzoli vari,così come l'hard rock più sfrontato e
verace si fa vivo in LARGER THAN LIFE, uno splendido pezzo che
tracinerà la gente in headbaging senza sosta.Chiude l'album la ballad
LOST IN LOVE, che chiunque potrà dedicare alla propria ragazza,magari
ascoltandola insieme a lei. Un
album che farà felici i fans degli Axxis, e che conquisterà nuovi
fans, provare
x credere.
Running
Wild
Voto:
7
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