DEATH SS
"The Seventh Seal"

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Finalmente ci siamo! Il settimo sigillo è realtà! Ho aspettato un po’ a fare questa recensione perché volevo assimilare il tutto in maniera ottimale: non è infatti un disco semplice, al primo ascolto può lasciare un po’ disorientati per i suoi maniacali arrangiamenti e per alcune scelte “cromatiche”…ma dopo due-tre ascolti la vince! Un disco che coniuga semplicità e complessità, male e bene, melodia e potenza, vizi e virtù…insomma, un disco dei Death SS!Si parte con “Give ‘em Hell”, già presente nel singolo omonimo (già recensito su queste pagine dal Conte Angst), nonché sigla ufficiale della Wrestling Confederation italiana…insomma, un brano che entra pochissimo (sennon nulla) nell’economia dell’album, che invece è un trip basato su un progetto che si sente essere quasi unico dall’inizio alla fine, un filo conduttore fatto di melodia, nostalgia e potenza…Già con la seconda traccia, “Venus Gliph”, si incomincia a godere: ritmi serrati e riff spaccamontagne, con arrangiamenti di tastiera da far accapponare la pelle…il chorus è un crescendo melodico che incanta per la sua magnificenza, nonché per il significato delle parole…Il finale “orchestrato” è da strapparsi i capelli…Subito attaccata “Der golem”, che parte con una base “da camera” passata su un disco che “frigge”…non vi dico…poi delle campanelle…e il ritmo sale…le chitarre e il basso entrano a picchiare sodo…il buon caro Steve ci introduce, attraverso vari cambi di tempo, ad un ritornello che non lascia fiato…ragazzi…il Golem è il Golem…occhio…Senza pausa (non a caso) si passa a “Shock treatment”: il ritmo è subito serrato: basso in evidenza e ritornello da stadio! Ottimo il ritornello del solitamente ottimo Emil Bandiera…La successiva “Absinthe” vi farà cantare fin dall’inizio…se poi vi dico che, nel bridge, Steve è sexy come sempre…c’è da stupirsi? Melodie catchy, arrangiamenti mostruosi…That’s the best you can get!! (cit.).Con “Another life”, ci si prepara a piangere lacrime amarissime…chi non ha ancora capito com’è la vita, senta questa canzone, mentre chi lo ha anche solo intuito…beh…prepari i fazzoletti perché Steve ci da uno schiaffo dal quale non è facile rialzarsi…sentitela e capirete perché…L’inizio di “Psichosect” (ripeto, attaccato alla precedente, non a caso) è bellissimo quanto sconvolgente, e quando poi entrano tutti gli strumenti…preparatevi a una pugnalata bestiale! Pronti per il pogo? “Hey you! Join my psichosect!” ;)Riguardo l’ottava traccia, beh…vi dico solo: “Life has gave me a chance, but I’ve trew it away”…Nona traccia: “Satan’s a good friend of mine”… la fine si avvicina…La maestosissima “The healer” è un misto psicologico di melodia…La penultima “Time to kill” è l’ultima, orecchiabilissima song prima della spettacolare fine…niente da dire…fantastica.Sentire in cuffia “The senventh seal”, la traccia conclusiva, può essere molto disturbante (nonché fantastico), soprattutto per i primi due minuti. Poi è un incedere maestoso in cui i nostri cerimonieri ci introducono all’ultimo atto del mondo, estrema melodia divina, resa in terra dal nostro Steve nazionale in maniera orgasmica. La dolcezza si mischia alla violenza, le sensazioni si susseguono, i brividi si rincorrono sulla schiena, grazie agli splendidi arrangiamenti. Si passa dalla speranza del ritornello, all’oscurità delle strofe, ad un intermezzo di una armonia devastante…sembra davvero di sentire tutta la forza del paradiso e dell’inferno racchiuse in una sola canzone…e poi, il basso ci introduce all’ultima, potentissima cavalcata, e da mid-tempo si passa alla distruzione vera e propria…piacere musicale estremo…mmm…Che dire, il capolavoro dei Death SS del terzo millennio è tra noi. Lasciati da parte gli eccessi elettronici di “Humanomalies”, si ritorna al metal peso e melodico, ma privo dei cliché power o di chicchessia… un must per chi ha apprezzato la loro discografia e, in particolare “Panic”. Steve vi guiderà in un mondo di nostalgia e paura con la solita facilità con la quale noi mortali sbattiamo gli occhi. Siete pronti per il viaggio più bello e difficile della vostra carriera musicale? Un disco metal, un disco rock, un disco per tutti. Un viaggio indimenticabile tra le braccia della nostra amata musica, da condurre con molti sorrisi ed alcune lacrime, ma che vi darà una soddisfazione enorme…un disco che vi farà ridere, piangere e godere…sentitelo con gli amici, con la moglie, mentre fate sesso, mentre lavorate…non vi deluderà. Parola mia. Grazie Steve.
www.deathss.com Voto: 10 Cagliostro |