DEEP PURPLE

“Bananas”

-EMI records 2003-

 

 

Dopo una lunga attesa durata cinque anni ecco il nuovo album dei Deep Purple. Nel frattempo il gruppo ha perso anche il leggendario tastierista Jon Lord (presente su 

 tutte le registrazioni precedenti) e a guidare questa nuova "Mark VII" sono rimasti il cantante Ian Gillan, il bassista Roger Glover e il batterista Ian Paice.

L'onore di sostituire il "grande vecchio" dell'organo Hammond è toccato a Don Airey, uno dei migliori "session-man" in circolazione, già tastierista ospite, insieme a Bill Cuomo, su "1987" degli Whitesnake (anche lì, curiosamente, a sostituire il dimissionario Jon Lord) nonchè compagno di Roger Glover (e dell'ex-chitarrista Richie Blackmore, uscito dal gruppo nel 1994) nella quarta formazione di Rainbow (quella di "Difficult To Cure" del 1981). ll nuovo acquisto si inserisce alla perfezione nel suono dei DP5, non facendo mai rimpiangere il suo predecessore. Inoltre, pur non essendovi abituato, si butta in dei piacevolissimi assoli (una delle specialità di Lord) meritandosi subito un bel dieci per l'impegno. Forse un virtuoso dello strumento come Ray Manzarek, Keith Emerson o Rick Wakeman sarebbe stato più pirotecnico (e, probabilmente, più geniale in sede compositiva), ma forse sarebbe stato chiedere troppo e, comunque, il gruppo va benissimo così. E ora veniamo ai pezzi : l'album si apre con "House Of Pain" ,  scritta dall'inedita coppia Ian Gillan - Michael Bradford (quest'ultimo è il produttore dell'album). Si tratta di una canzone tradizionale che porta i Purple su sonorità simili a quelle degli album della "reunion" ("Perfect Strangers", "The House Of Blue Light" e "The Battle Rages On"), ma con un suono, molto, molto più potente.

La seconda traccia, "Sun Goes Down", segna il debutto compositivo della nuova formazione nonchè uno dei migliori momenti dell'album. La chitarra rocciosa di Steve Morse e l'Hammond di Don Airey enfatizzano gli accenti di questo "mid-tempo" d'atmosfera che prosegue il discorso cominciato con  il precedente "Abandon".

A seguire troviamo "Haunted", melodica ballata sullo stile di "Mitzi Dupree" e "Sometimes I Feel Like Screaming" e un altro pezzo in stile "Deep Purple anni '80" : "Razzle Dazzle" caratterizzato da un semplice ma trascinante "riff" di chitarra.

"Silver Tongue" è un altro mid-tempo sperimentale e psichedelico in stile "Abandon" che precede il lento "Walk On" (seconda composizione di Ian Gillan e Michael Bradford), su cui il blues torna a farla da padrone...e qui si chiude la "prima parte" dell'album.

 Infatti, le successive sei tracce sono tutte nel più pieno spirito di "Abandon" : dai ritmi funky di "Picture Of Innocence" e "I Got Your Number", passando per la stranissima "Never A Word" : un pezzo lento con voce effettata che rimanda alle atmosfere psichedeliche di gruppi come i Pink Floyd, fino ad arrivare all'hard rock potente e veloce di "Bananas" e ai ritmi latini di "Doing It Tonight" (ce li saremmo magari aspettati sulla "title track", vista anche la copertina dell'album, che ritrae due venditori di banane seduti su una montagna di frutti, ma invece...).

A chiudere le danze "Contact Lost, uno strumentale di due minuti scritto da Steve Morse, con cui il chitarrista americano dimostra ancora una volta di che cosa è capace.

 Dopo 19 anni di album prodotti da Roger Glover insieme all'intero gruppo i Deep Purple decidono di passare la palla a Michael Bradford. Il risultato è un suono fresco e potente ma è nella fase di mixaggio (sempre ad opera sua) che il nuovo tecnico sbaglia qualcosa. La chitarra di Steve Morse, infatti, non ha sufficiente presenza negli 

stacchi solisti e tende ad essere un po' affievolita dalle tastiere.

 L'album rappresenta un calo di idee nella produzione dei DP5, anche comprensibile, visto che due album precedenti : "Purpendicular" e "Abandon" erano due capolavori oltre che i migliori dischi che il gruppo inglese ha sfornato da quando si è riunito nel 1984. Il problema è che "Bananas" suona più come una raccolta di materiale inedito che non come un album : contiene un po' la "summa" di tutte le incarnazioni della "band", unisce il vecchio con il nuovo, il blues con lo psichedelico e così via. Inoltre ci sono delle novità per quanto riguarda i compositori: per la prima volta Ian Gillan lavora in coppia...e per giunta con qualcuno non facente parte del gruppo (altro fatto mai successo prima), due pezzi ("Picture Of Innocence" e "I Got Your Number") sono stati scritti primi che Jon Lord lasciasse la "band" e "Contact Lost", come già detto,

 porta la firma del solo Steve Morse. Sarà anche per questo che "Bananas" risulta frammentato e poco fruibile ai primi ascolti (io l'ho ascoltato almeno cinque volte e ancora ci devo familiarizzare) ma col tempo si riuscirà sicuramente a goderselo pienamente.

Da segnalare un'ultima piccola curiosità : con questo album si infrange il duo Jon Lord e Ian Paice : la coppia più longeva della storia dei Deep Purple. I due musicisti  erano infatti gli unici due membri presenti su tutti gli album del gruppo dai tempi di "Shades Of Deep Purple" del 1968. Ora che Lord è uscito è il cinquantacinquenne 

 batterista a detenere il record di presenze. Che sia lui il prossimo a lasciare...? (speriamo proprio di no !).

 

VOTO: 

8

Niccolò Nannucci