DRAGONLAND 

The Battle of the Ivory Plains 

Additati come uno dei gruppi rivelazione di questi ultimi tempi, ecco che fanno la loro comparsa nel grande mercato del “power metal” i Dragonlord con un album per certi versi controverso(anche se devo ammettere che al Wacken ho visto uscire molta gente dal metal-market con il loro album tra le mani).

Infatti a un primo ascolto ci si rende subito conto delle alte potenzialità del gruppo e l’album fila via senza problemi, anche se a mio avviso si doveva lavorare su un sound più "incazzato" per far risaltare le parti più “tirate” ; ma si sa, ogni lavoro di questo genere deve rispondere a canoni precisi: chitarre poco incisive e quasi sfumate; batteria assolutamente finta, che sia poi "triggerata" o elettronica poco importa; tastiera di sottofondo per creare atmosfere ancora più sfumate e ,a mio avviso, a volte anche pallose; il basso , bhè , spunta qua e la ma senza lasciare alcuna traccia.

Eppure il vero problema del disco non è certo il missaggio.

Il fatto è  che dopo qualche ascolto ci si rende conto che in realtà ci si trova davanti alla solita canzone per 55 minuti, camuffata con un ottima opera di “copia e incolla”

mettendo un fraseggio di chitarra qui, un acuto la, qualche tempo diverso, ma niente altro.

Quindi anche se il tutto suona bene e si notano buone basi tecniche , in realtà a mio avviso manca un rigoroso lavoro di "labor limae" per cercare di dare un’identità propria alle tracce e per variare l’andamento "nenioso" che ben presto stanca l’ascoltatore.

E’ un peccato perché le idee non mancano e direi che il gruppo è riuscito a creare un’identità di fondo cercando di non emulare troppo gruppi più famosi, anche se le influenze si sentono e sono innegabili; per questo non sono d’accordo con la critica  specializzata che li ha già posti sul piedistallo; direi che ci si può aspettare molto dal loro futuro ma per ora occorre maturare e sfruttare al meglio l’ispirazione, senza tenere conto, magari, dell’andamento del music-business. Ma è un utopia lo so……

 

VOTO:

 

6

                    

Lord Carogna