DREAMAKER
"Human Device "
(Arise Records 2004)
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Avevamo lasciato Elisa C. Martin con i Dark Moor, autori tra gli altri dello splendido “The hall of the olden dreams” del 2000 e senza voler fare troppi paragoni la ritroviamo in questo nuovo progetto. La bionda cantante si è portata dietro (se così si può dire) il batterista Jorge Saez e il chitarrista e autore delle musiche Albert Maroto, e anche se il loro tocco si avverte nei Dreamaker, in questo “Human device” non c’è traccia della forza e dello spirito che li animava in precedenza. Intendiamoci: questo non è un brutto disco, ma non c’è una sola canzone che resti in mente o con un ritmo che dia sufficientemente la carica. In fondo un buon disco power deve essere potente e vigoroso, o avere ritornelli che più catchy non si può; in questo caso non siamo di fronte né all’uno né all’altro. Da citare sono comunque “Forever in your arms”, “Without angels” e “Cristalline eyes”. 10 canzoni (più un intro e un outro) che lasciano un po’ con l’amaro in bocca e che i fan dei Dark Moor non si aspetterebbero. A risentirci alla prossima occasione, e speriamo in un miglioramento.
Grafica/Presentazione: 5,5 Tecnica: 7 Originalità: 6 Registrazione: 7,5
VOTO : 5
K
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