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Direttamente da metallus
la recensione di questo gradito ritorno di un grande gruppo della
scena metal italiana.
Gli Eldritch hanno
cambiato pelle. Di voci riguardanti la nuova fatica della band
toscana ne sono girate fin troppe ultimamente: chi sosteneva che
si fossero ‘venduti’, chi insinuava che non avrebbero neppure
suonato metal, chi si aspettava un disco di nu-metal sulla scia di
Korn e compagnia. La realtà invece è un'altra: ‘Reverse’ è
un disco pesantissimo, violento, cattivo e spietato. Ed è anche
maledettamente riuscito e coraggioso. Sarebbe stato troppo facile
saltare sul carrozzone power o, peggio ancora, cercare di
scimiottare le band statunitense che tanto successo stanno
ottenendo ultimamente. Niente di tutto questo invece, il quintetto
ha come al solito deciso di seguire la propria strada: abbandonate
le velleità progressive e le sonorità classiche, l’obiettivo
è diventato quello di investire in pieno l’ascoltatore, grazie
a brani dotati di un impatto micidiale, basati sulle chitarre,
senza ovviamente dimenticarsi delle melodie, al solito
azzeccatissime. Suoni moderni e taglienti (la title track),
inserti elettronici di contorno che rendono più vario ed
interessante il lavoro (la devastante ‘Sufference Degree’),
riff spaccaossa (‘Slavery On Line’), il tutto elaborato in
maniera assolutamente convincente e personale. Un percorso per
alcuni versi simile a quello recentemente compiuto dagli Extrema,
per cui suonare ‘moderni’ (se ci concedete l’uso di questo
temine abusato) non significa necessariamente rinnegare il
passato, ma cercare nuove vie espressive rimanendo se stessi.
Nessuno può negare che ‘Soul Shrinkage’ sia un brano
tipicamente à la Eldritch insomma, senza assomigliare a nessuna
delle produzioni precedenti della band. Davvero un ottimo lavoro.
Fabio
Rodighiero
VOTO:
8
Tracklist:
E-Nest / Reverse / Slavery On Line / Leftovers And Crumbs / Bitter
Sweet Penny / Biotrinity / Sufference Degree / My Sharona / Soul
Shrinkage / Leech / Little Irvin
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