HEIMDALL

"Hard As Iron"

(Scarlet Records/Audioglobe)

 

 

Mi ritrovo a recensire Gli Heimdall ancora una volta e devo dire che dopo l’album precedente che lo considero un mezzo passo falso dal punto di vista delle idee musicali e del songwriting, questo “Hard As Iron” invece ritorna a buoni livelli e cerca di essere un album più personale e più originale lasciando un po’ da parte il power schietto “di tutta doppia cassa e via…” ma creando un sound più maturo e più heavy, dove buoni cambi di tempo e ritornelli precisi e orecchiabili fanno da padrone.

Suono molto roccioso da subito con la title-track che davvero inizia con un bel riff thrash molto potente e  segue in tutta la canzone, il ritornello mantiene poi la song a livelli alti senza mai perdersi nel banale e questo davvero è un pregio, forse la più bella song dell’album per precisione e dinamismo ma al contempo la più orecchiabile di tutte.

Un attimo di pathos e di atmosfera epica la danno le due song successive “Midnight” e “Moon-Red Light” che grazie ad un sottofondo di tastiera e cori molto suggestivi e cupi ci ricordano band più epiche rispetto a loro ma comunque non fa mai male un piccolo cambio di sound e elementi più nuovi…

“Black Tower” è una song assai bela e dove il sound si avvicina a quello tipico dei maiden per farci capire che comunque la loro influenza non se ne va mai e che i loro spunti sono molti utilizzati dalla band salernitana. Allo stesso modo comunque questa song rende molto grazie anche alle atmosfere oniriche che i cori in sottofondo creano durante l’andare della song…

Più speed delle altre e che ricorda il passato della band è “The Emperor”, più vicina al power che conosciamo e alle loro prestazioni dei primi due album, pezzo molto comune che non dice molto di nuovo ma che possiamo anche concedere alla band visto che alla fine.

“Dark Home” invece è tra le candidate delle più belle e meglio suonate dell’album, stesso lavoro corale e atmosfere oniriche, ricorda quasi il sound dei Secret Spere di “A Time Never Come” dove sonorità più progressive si alternano a quelle più tipiche dell’heavy con una tastiera molto precisa a creare un sottofondo speciale ed emozionante…Tra le migliori davvero….

In definitiva un album che può essere ascoltato e piacere davvero sperando che la band italiana rimanga su questi livello anche nel futuro perché abbiamo bisogno di band che si facciano un pubblico sempre più numeroso e che vengano apprezzate.

Buon lavoro davvero…

 

VOTO:

7

Lord of Darkness