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Quarta prova da studio per i nostrani Highlord, che confezionano un
disco di melodic power molto orientato al progressive.
Lo stile del gruppo torinese si è molto affinato durante questi anni, e
l'impressione è quella di una
ricerca di uno stile personale che si distacchi daicanoni del genere che
comunque contano molti
estimatori.
Chitarre potenti (ottima la prova di Stefano Droetto), voce calda e
tastiere ben amalgamate e molto efficaci fanno di questo album un
acquisto quasi obbligato per
gli amanti di certe sonorità. La Titletrack e la bella "Far from the
light of god"
costituiscono forse i migliori pezzi, insieme alladevastante "Moonseas"
e la ballad "Where my hero
lies". Dinamiche e prettamente power sono invece "Scarlet tears"
e"Dancing with Destiny".
Melodie Hard rock si intrecciano in "Your story too", mentre c'è spazio
per female e screaming vocals nella conclusiva "The hand of god".
La critica che si può muovere a questo lavoro riguarda i ritornelli che
risultano poco accattivanti e
coinvolgenti in quasi tutte le canzoni. Insomma non siamo di fronte ad
un capolavoro ma
semplicemente ad un bel disco power che farà felici gli estimatori degli
Highlord e conquisterà
sicuramente nuovi appassionati.
Grafica/Presentazione: 7,5
Tecnica: 7
Originalità: 6,5
Registrazione: 7
VOTO:
6,5
Kordax
Tracklist:
1 Medusa's coil
2 Far from the light of god
3 Scarlet tears
4 Dancing with destiny
5 Where my hero lies
6 Moonseas
7 Your story too
8 The hand of god
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