JAG PANZER

“MECHANIZED WARFARE”

(Century Media)

 

 

 

E adesso i pignoli cominceranno a pensare ad un ritorno alle sonorità dello storico “Ample Destruction”, rimanendo naturalmente insoddisfatti. Ma chiedendomi se i Jag Panzer possano essere in realtà validi solo imitando il loro capolavoro del 1984, trovo risposta in questo nuovo lavoro, e per fortuna la risposta è negativa! Questo “Mechanized Warfare” è un cd veramente convincente, un ritorno al passato, se si vuole, ma ad un passato poco remoto in cui uscì l’ottimo disco-reunion “The Fourth Judgement” (1997), e in cui riuscii a gustarmi il loro primo tour italiano con il grande Chris Broderick alla chitarra…Gli ultimi due lavori erano decisamente da considerarsi dei passi falsi, nel 1998 “The Age Of Mastery” mi colpì al primo ascolto, ma non ci volle molto per capire che la bellezza di quel disco si limitava alle sole “Iron Eagle” (tutt’ora uno dei loro migliori brani di sempre), “Take this pain away” (per la verità un esperimento non troppo riuscito) e la splendida “The Moor”, e l’hanno scorso quell’inutile,orrendo e pretenzioso “Thane to the Throne” mi aveva fatto pensare ai Jag Panzer come una grande band ormai agli sgoccioli creativamente parlando. E sinceramente mi sono accinto ad ascoltare questo ultimo disco con molti dubbi, aspettandomi un’altra… ehm…chiavica da parte di Harry Conklin e compagni. Invece la sorpresa è stata delle più emozionanti!!! Non solo il sound, veramente troppo pesante per una band di epic metal, caratteristico degli ultimi due albums è completamente sparito, tornando a quello più melodico e a  tratti sinfonico di “Four Judgement”, ma soprattutto il livello di composizione dei singoli pezzi è veramente notevole! La prima “Take to the sky” è in pieno stile Jag Panzer, quasi a fare le veci di “Iron Eagle”, aggiungendo quel tocco di tecnica strumentale che in tali casi non guasta, per esplodere poi nelle cavalcate epiche di “Frozen in Fear” e “Unworthy”, nella quale si nota una maturazione nella timbrica di Harry Conklin, ispiratissimo anche nelle parti lente e acustiche –vi ricordate la ridicola performance su “Take this pain away”???-. Anonime invece ma non troppo disturbanti le successive “The Silent” e “The Scarlet Letter”, due mid tempo che comunque avrebbero alzato senza dubbio la media dei brani di “Thane to the Throne”… A preparare gli ascoltatori alla battaglia finale sono due solenni slows epici fino all’inverosimile, trattasi di “Cold is the Blade”, un vero inno dalle tinte vichinghe e oscure tanto da ricordare a tratti qualcosa dei Candlemass (!),  e la bellissima “Choir fo Tears”; segue invece una song quasi inerente al resto dell’album, poiché molto più vicina ad un certo american suond degli anni 80, dal titolo “Hidden in my eyes”, tuttavia gradevole e composta con classe, una classe che il gruppo sembrava aver perduto diverso tempo fa. Ma ecco che sta per giungere il vero apice del disco, e si chiama “Power Surge”, questa specie di “Painkiller” jagpanzeriana, con un Harry Conklin più agguerrito che mai, un vero assalto sonoro che vi trascinerà nell’headbanging più sfrenato! Ma anche qua i Jag non riunciano agli inserti orchestrali e corali, ancora una volta perfettamente  calzanti e mai esagerati e quasi comici alla Hollywood-power-metal-maniera…

Il disco si chiude con un’interpretazione magistrale della band nella lenta e epicissima “All Thing Renewed”, che sa tanto di una quiete dopo la tempesta, un momento autoglorificante dopo tanto megistrale metallo fiero e battagliero. Promossi a pieni voti, come poter dire il contrario??? La sorpresa per me è stata grande e spero che lo sia anche per voi, fa sempre piacere dare di nuovo il benvenuto ad una band così importante, che sembrava aver perso tutta la sua maestria e invece eccola qua, potente e ispirata come un conquistatore che alza il suo stendardo di guerra, all’inizio del nuovo millennio ancora a proporre un epic metal da paura, capace di sfornare assoli di chitarra taglienti, tecnici e coinvolgenti mai fine a se stessi, e soprattutto capace di migliorare anche a livello vocale dopo ben 17 anni (!!!) di carriera! Che altro dire? Alla discografia essenziale dei Jag Panzer, ora va aggiunto un altro piccolo cingolato da battaglia dal nome “Mechanized Warfare”. Bentornati Panzer!

Voto: 

8

Dr.Agnar