(NUCLEARBLAST 2001)
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Molti di voi staranno già sghignazzando, ma vi avverto che stavolta non c’è niente da ridere… Il nuovo prodotto targato HammerFall è secondo me il miglior capitolo della loro breve storia. Il gruppo clone per eccellenza ha finalmente imparato a copiare J!!! Già la rocciosa opener “Templars of Steel” sa tanto di Riot, con quel riff terzinato e il chorus estremamente orecchiabile che rimandano alle possenti atmosfere di “Sign of the Crimson Storm”. Con la successiva “Keep the Flame Burning” si capisce che il nuovo millennio ha portato consiglio al combo svedese: melodie catchy alla millesima potenza ma azzeccate, chitarre roventi e drumming nucleare (opera del veterano Anders Johannson, ex-Rising Force) fanno di questa traccia un gran bel pezzo, ennesimo tributo ai mai dimenticati eighties. La battaglia infuria al ritmo di “Renegade”,“The Champion”, “The Way of the Warrior” –un midtempo da stadio, come tradizione vuole-, la veloce e diretta “Livin’ in Victory” e la conclusiva, epica, bellissima “A Legend Reborn”, degno epilogo per questo ottimo platter. Una nota particolare va alla ballad “Always Will Be”, la conferma che gli amati/odiati HammerFall se la cavano alla grande con pezzi ipermelodici, senza scadere nella banalità (“The Fallen One” e “Glory to the Brave” sono per quanto mi riguarda gli unici episodi positivi della loro carriera; fino ad oggi, naturalmente! NdA).
Inutile
lo strumentale “raise the Hammer”, evidente tentativo di omaggiare
il Maestro Yngwye Malmsteen, ma nel complesso…un disco da avere,
sicuramente orientato più sui canoni degli anni 80 che non su quelli
del monotono e poco ispirato power moderno…
S.V.
Dr.Agnar
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