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DEICIDE - MYSTIC CIRCLE - CENTINEX 26/11/2002 Auditorium Flog, Firenze
Ogni anno, Energy zone riesce sempre a
confezionarci qualche bel regalo pre-natalizio. Se il 2001 era
terminato, concertisticamente, all'insegna di Cannibal corpse e Kreator,
questo 2002 ha visto la discesa italica dei floridiani Deicide,
formazione ancora in accompagnamento del terribile e vituperato "In
torment in Hell", ma autentico blasone di qualità per quanto
riguarda le fumeggianti interdizioni sul palco che, da sempre, Gleen
Benton e soci ci propongono all'insegna dei vecchi pezzi della band. Chi
si aspettava un Auditorium Flog ghermito s'è dovuto ricredere:
l'affluenza non superava quella riscontrata l'anno precedente per i
Cannibal corpse, nè la raggiungeva, a dispetto in un locale celebre per
le esibizioni di gruppi storici come Death o Dark angel e, in tempi più
recenti, persino i sopravvalutati Dimmu Borgir, dei quali oggi troviamo
solamente una piccola fetta della rara bellezza che il combo nordico
sciorinava ai tempi di "Stormblast". Ed i tempi, come l'acqua
sotto i ponti, son passati in quantità non determinabili anche per i
Deicide, ben lungi da capolavori come l'omonimo debut o il successore
"Legion". La band, supportata dagli scandinavi Centinex e dai
Mystic circle, ha intrapreso un tour che ha visto la presenza di ben due
date tricolori, e la kermesse fiorentina, su cui passano una minimale
parte delle band che da sempre optano per Milano o Torino, ha pagato
dazio. Gran concerto. I giochi sono stati avviati col botto dai
Centinex (Voto: 7): un Death piuttosto piatto e parzialmente
riferito a quello svedese dei primi anni '90 ha visto la scaletta di
questi decisamente incentrata sui pezzi del recente "Diabolical
desolation": tributati Unleashed e primi Entombed / Nihilist, ma
presenti anche cenni ai canadesi Kataklysm ed al Death americano old
style. Tutto sommato, una prova convincente sotto quale sono mancate le
basi, costruite su di una miscela povera di punti di spicco e di
elementi a sorpresa. Una cover sarebbe stata ben gradita. "Damien",
nuovo disco degli pseudo blacksters Mystic circle, era il pane
quotidiano da reclamizzare nel contesto della serata dai vice headliner.
Questi hanno ampiamente deluso le aspettative: se il batterista dei
Centinex aveva praticamente devastato un piatto e modificato l'assetto
del suo kit a suon di colpi che trasudavano ferocia (e anche scarsa
tecnica), quello dei Mystic circle (Voto: 4,5)s'è messo a
fare il funambolico giocoliere, posizionandosi un piatto China allo
Zenith, proprio sopra alla sua testa, e finendo per colpirlo con manovre
circensi. Un'impostazione, la sua, praticamente perfetta ma troppo
fredda sul piano esecutivo. Sul resto della band, nulla da dire: un
Black metal atmosferico e non d'impatto, tastieristico e poco vario, e
dalla resa nulla on stage. Il riff iniziale di "Raining blood"
degli Slayer è stato l'unico momento capace di muovere la folla, in
quanto del resto, davvero, nessuno è parso apprezzare qualcosa. Prova
fredda e calcolata, rigida e insufficiente. E se sul palco le band di
accompagnamento hanno dato assai poco spettacolo, tutt'altro è successo
al bordo del backstage: Glenn Benton ha dato prova della sua autentica
follia. Prima è apparso accompagnato da una avvenente ragazza (che gli
Marco "Dark Mayhem" Belardi
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