|
DREAM THEATER Pain of Salvation 15 - 2 - 2002 Palaghiaccio - Marino (RM)
Uno dei più bei concerti che abbia visto negli ultimi anni...si può sintetizzare così la mia impressione sul concerto dei Dream Theater a Roma... Tutto era perfetto, la cornice di pubblico (circa 10 mila presenze), il calore del pubblico stesso, e soprattutto i protagonisti sul palco...e anche altre cose di natura più personale... Si inizia con i Pain of Salvation uno dei gruppi più interessanti del panorama prog-metal degli ultimi anni, originali e particolari e capaci nonostante un suono non perfettissimo di proporre uno show interessante che proponeva molti brani dal loro bellissimo ultimo lavoro "Remedy Lane"... ed anche il pubblico ha molto apprezzato la loro prova...anche se ovviamente l'attesa era per il "teatro dei sogni" Alle 21.15 infatti inizia il delirio, il boato del pubblico accoglie sul palco i Dream Theater, che attaccano con una energica "The Glass Prison" capace di far subito scatenare il pubblico, impressionante come sempre la facilità con cui i Dream propongono dal vivo pezzi così complicati, ed è bello vedere come sorridono e si divertono senza troppe pose o atteggiamenti decisamente ridicoli tanto cari a certi gruppi di "vero" metal... già ma loro non sono un gruppo metal loro sono molto di più, sono dei grandi musicisti, che badano soprattutto a proporre musica, e per questo vengono stupidamente definiti freddi da chi li ascolta con superficialità! Ma torniamo al concerto, non ricordo bene adesso la scaletta dei brani, non ci pensavo al momento ero troppo preso dal lasciarmi trasportare dalla musica, come sempre accade a un concerto del magico quintetto NewYorkese, capace di improvvisare e stravolgere ogni volta i propri brani e di rendere così ogni concerto un evento unico... Da sottolineare la grande prova di James Labrie, che non mi aveva mai convinto del tutto dal vivo ed invece anche lui stavolta è stato all'altezza del resto del gruppo. Due ore e più di grande musica, passando da brani più tirati a dolci ballate... bellissima tra queste "Hollow Years" proposta alla fine del concerto... grande partecipazione da parte del pubblico che ha cantato dall'inizio alla fine... I Dream non hanno più niente da dimostrare e si sono lasciati andare in scioltezza, per la gioia dei presenti, memorabile il "duello" tra Petrucci e Rudess con Portnoy e Myung ad seguire le evoluzioni dei due compagni... Petrucci ispiratissimo si è lasciato andare spesso in assoli da brivido per intensità e calore dimostrando se ancora ce ne fosse il bisogno di essere uno dei chitarristi migliori al mondo soprattutto a livello di gusto melodico. Tutto si conclude con una superba "Take the time", dopo una scaletta che ha spaziato in tutta la produzione della band, bell'effetto dal vivo i 3 brani estratti dall'ultimo "Six Degrees of inner turbolence" ovvero "The Glass Prison, Blind Faith e Misunderstood... che dire di più se non che di concerti di questo valore ce ne vorrebbero sicuramente molti di più! Dadex
|