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ENTHRONED
Belphegor
29
Marzo 2003
Siddharta
- Prato
Un carnet ben nutrito, quello che ha
aperto le danze in onore degli Enthroned in occasione del concerto che
la band belga ha proposto dinanzi ad un nutrito - ma non troppo -
Siddharta pratese. Ma è un buon record, per una band Black Metal,
riscontrare un seguito del genere, assai più generoso di quello che
formazioni come Opera IX o Handful of Hate hanno ricevuto nel corso
degli ultimi anni all'interno del medesimo locale. L'apertura è stata
affidata a ben tre band, cosa che in campo estremo non si ammirava con
così tanta intensità qualitativa dalla 'Brutal Death night' che il
Siddharta stesso organizzò qualche tempo fa, con ottime prove da parte
di Immolation e Destroyer 666. In ordine: gli Adimiron, via di mezzo
approssimativa fra lo stile dei primissimi Children of Bodom e quello
dei cupi ed intimi Eternal tears of sorrow, che già tempo fa ci hanno
deliziato con il loro valido five pieces "Eclipse"; i novaresi
The Tombers e - sempre sulla scia del Black-Death più grezzo ed
insindacabilmente
estremo - i Belphegor, ensemble austriaco che alcuni anni orsono ha
deliziato gli amanti dell'estremismo privo di compromessi con il full
lenght "Necrodaemon Terrorsathan". Ed è inutile dire che, in
concomitanza con l'inizio del loro concerto, si è scatenato l'inferno
sonoro. Un limbo chaotico che non ha però saputo trascinare l'audience
sottostante il palco, non tanto per problematiche legate alla band in sè,
quanto per i clamorosi limiti apportati dall'approssimativo mixaggio,
che ha innalzato un impervio muro di suono composto da chitarra e basso
davanti a linee di batteria pressochè impossibili da udire eccezion
fatta per i momenti mid-tempos based, ove il rullante faceva sovente
capolino in mezzo al marasma sonico imbastito dal vibrare delle corde
dei relativi strumenti. Non bene, nonostante un grande impegno
focalizzato dai Belphegor in un violento headbanging ed in una staticità
on stage mai troppo imperante. Ma i Re della serata, ossia coloro che
aspettavo di poter ammirare dal vivo sin dal lontano 1997, sono stati
gli Enthroned. I quali, seppure con una scaletta limitata quanto a
tempi, hanno presentato il recente "Carnage in worlds beyond"
qualificandolo come un autentico macigno di puro e violento Black Metal.
La formazione belga,
impreziosita dalla presenza nei ranghi del drummer francese Alsvid -
proveniente nientemeno che dai Seth - ha dimostrato finalmente di
possedere una miracolosa sezione ritmica, invidiabile dalle passate
line-up aventi, dietro alle pelli, rispettivamente il defunto Cernunnos,
il turnista Da Cardoen, e l'inefficace Namroth Blackthorn. Il resto lo
conosciamo: il minuto frontman Sabathan si è dimostrato una minacciosa
macchina da guerra, sfoggiante un particolarissimo basso elettrico di
colore rosso ed un war-paint facciale identico a quello che egli porta
con sè sin dagli esordi ("Prophecies of a pagan fire", disco
dal quale la band, purtroppo, non ha estratto neanche un solo pezzo).
Quindi, con un Nerath Daemon sicuro ed elegante dietro alla chitarra
ritmica, e con un Nornagest sempre intento a dichiarare anthemi oscuri
mediante la voce scaturita dalla propria immensa mole corporea, gli
unici classici proposti sono stati "Genocide" da "The
apocalypse manifesto", e le più antiche "The ultimate horde
fights" ed "Evil Church", entrambe originariamente insite
nel capolavoro "Towards the skullthrone of Satan", disco dal
quale avremmo comunque desiderato udire una "Ha Shaitan".
Tutto il male di questo concerto è legato alla brevissima scaletta, che
non ha permesso al quartetto di suonare tutto il meglio del proprio
repertorio, ma che non gli ha negato di provocare un lacerante - anche
se ad intermittenza - pogo fra le prime file, dove un simpatico e
lungocrinito fan ha provocato il provocabile per l'intera durata del
concerto, diventando così lo zimbello di tutta l'audience. Un ottimo
concerto, ennesima prova della rinascita degli Enthroned in seguito al
periodaccio conclusosi con la release del mesto "Armoured bestial
Hell", e con questo, è davvero tutto.
Marco "Dark Mayhem" Belardi
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