INFERNAL POETRY

NIBELHEIM

17 marzo 2007

LA TANA DELLE TIGRI

Montegranaro (AP)

Grandissima serata quella del decennale degli Infernal Poetry al club “La Tana Delle Tigri” accompagnati dagli abruzzesi Nibelheim. Una Metal Night all’insegna del Trash/Death Metal Schizo Style, condita da una mega festa in collaborazione con SG METAL. Un appuntamento al quale, facendo parte di METALMILLENNIUM, non potevo certo mancare! Dopo essermi fatto tre ore di auto in compagnia di due belle amiche senesi, arrivo alla “Tana Delle Tigri” verso le 21 che ancora fanno il sound check.

Vista l’ora insolita per questo genere di cose e considerati i morsi della fame comincio a pensare: E la cena? Fortunatamente il sound check dura poco in modo cosi’ di poter fare i giusti e convenevoli saluti a Paolo Ojetti (cantante degli Infernal Poetry e co-proprietario del locale, nda.).  La serata inizia subito attraverso il passaggio fra i tavoli di noi banchettanti di tipici piatti marchigiani conditi da un buon vinello rosso con il sottofondo doveroso di video clip metal nel maxi schermo della sala principale. A fine cena, cioe’ verso le 23 al posto del classico grappino che fa tanto digerire (e che comunque ci siamo presi!) inizia finalmente il concerto con i “Nibelheim”!

Fautori di un buon Trash/Death metal simile agli Arch Enemy e dopo svariati cambi di line up il combo abruzzese ci presenta la loro ultima fatica sonora e cioe’ l’apprezzato “Drowing the Lines”. Il quintetto Teramano apre le danze con l’affascinante cantante Stefania Salladini che inizia subito con la micidiale “Dancers to God” seguita a ruota da “Reshaping”.  Vedo sotto di me fra una foto e l’altra nella sala, i cenni di un primo pogo fra i metallari accorsi alla serata nel mentre che le chitarre distorte e marcie di cattiveria di Andrea Giordano e Luca Pavone irrompono nelle nostre orecchie con un sound niente male, che mi fa sempre piu’ capire dopo tanti anni di militanza nel metal che i suoni migliori sono sempre quelli dell’ underground! Dopo qualche attimo di pausa seguita dalle urla incessanti del pubblico, si arriva così  alla prima cover della serata, ovvero alla devastante “Don’t Care” degli Obituary. Pezzo eseguito egregiamente dalla band in maniera abbastanza tecnica e precisa nelle parti di Growl di Stefania e nella batteria di Andrea Di Simone coadiuvati dalla 4 corde di Gabriele Di Girolamo. Devo dire che in questa canzone non mi e’ dispiaciuta la performance che ci hanno proposto i Nibelheim, soprattutto per chi come me e’ un amante del genere del gruppo Floridiano.  Si continua poi con “You, Liar” e “My Living Grave” nei quali si sente la massiccia cassa di Andrea che pesta all’ impazzata e l’ottima presenza scenica di Luca, Andrea e Gabriele che non smettono con il loro head banging. Siamo così alla fine del loro concerto, ma poteva mancare il pezzo finale? Decisamente no! E allora tutti sul palco con “Your World/My Prison”! Pezzo cantato a squarciagola oltre che dai presenti sotto al palco, anche da Franco Topitti dei Sothis che si alterna alla voce insieme con Stefania Salladini, la quale poi a fine pezzo ci presenta tutta la band e ci saluta dandoci appuntamento a futuri concerti. Bravi Nibelheim! Ottimo Show! Spero di rivedervi presto in futuro!

Qualche minuto per il cambio palco e tocca finalmente agli Infernal Poetry! La band marchigiana fautrice di un ottimo Schizo Metal, seguita dal sottoscritto da diverso tempo, mi era particolarmente piaciuta nelle loro passate esibizioni live al Gods of Metal 2006 e al Poga Party a Passignano sul Trasimeno (PG) ma volevo decisamente vederli in madre patria, soprattutto per constatare le reazioni dei partecipanti alla manifestazione. Reazioni piu’ che positive, che non sono certo mancate! Infatti gli Infernal Poetry, forti dell’ ultima Release “Nervous System
Checking” ci propongono un show caratterizzato dalle loro piu’ belle canzoni della loro attivita’ decennale, incalzando i metallers presenti ad un pogo sfrenato con piu’ volte invasioni di campo nel palco a loro disposizione.  Si inizia così con “Forbidden Apples” della sopra citata ultima loro realizzazione. Song da pogo, estrema, veloce e con riff orecchiabili, che rimangono impressi, passando poi con “The Frozen Clows Of Winter” tratto da Beholding The Umpure.  Devo dire che, da qui in poi il concerto ha preso una piega sicuramente migliore di prima perche’ i suoni erano decisamente migliori, una presenza scenica di tutto rispetto e soprattutto un lotto di canzoni semplicemente fantastico. Dopo questa violentissima doppietta è stato quindi il turno di “From Mortal Body To Eternal Soul” subito bissata da "I Always Lay Beneath". Poi dopo questo incessante fuoco di polveri, tocca a quello che è, a modesto parere del sottoscritto, il capolavoro assoluto della band nostrana: "Crawl". Suonata in maniera impeccabile e supportata da un pubblico partecipe, la canzone ha portato l'intero show su livelli d'eccellenza, in quanto da lì in poi gli Infernal Poetry e, in particolare, il frontman Paolo Ojetti, hanno davvero dato spettacolo, tenendo il palco alla grande e suonando con una partecipazione e una precisione allucinanti. Piccolo attimo di pausa per tracannare qualche birra e far riprendere i presenti dal massacro sonoro e da un angolo del palco esce fuori il numero 10. Lascio un piccolo spazio a quello che ha detto Paolo: “Dieci anni di merda ragazzi! Ma siamo ancora qui a suonare e a spaccarvi le ossa!” Ovazione dei metallers e si continua con “The Next Is Mine”, “The Umpurifier” e “Till The Seventh Sky”. Dopo aver ringraziato nuovamente il pubblico per essere accorso in massa a questa serata da delirio e soprattutto per aver sopportato il caldo in sala, Paolo Ojetti annuncia la potentissima “Fleshapes” sempre estratta da “Beholding The Impure” dove vi assicuro che ho visto scene di pogo veramente allucinanti, con gente ammassata per fare lo Stage Diving che quasi ho temuto il peggio per la mia povera macchina fotografica..
Il pubblico si scatena e la band, la cui forma cresce esponenzialmente con lo scorrere dei brani, sa come infierire con un'esecuzione di una violenza inaudita che supera in impatto, per quanto possibile, la versione proposta in studio. Si va verso la conclusione del concerto e il combo marchigiano ci propone ancora “They dance In Circle” in cui voglio ricordare l’ottima esecuzione sonora di Daniele Galassi e Christian Morbidoni alle chitarre, Alessandro Infusini al basso e il grande Alessandro Vagnoni alla batteria. E poi, visto che comunque era il loro decennale e la festa deve essere per tutti, Paolo chiama sul palco il primo cantante degli Infernal Poetry facendogli cantare “Hell Spawn” e “The Punishment” con un esecuzione da delirio.    Finito? NOOO!! E allora siccome il locale e’ di Paolo e non c’e’ sicurezza a controllare nessuno, la band chiama tutti i presenti sul palco (e per tutti i fans Maideniani), per cantare una pregevolissima cover di “Fear Of The Dark” personalizzandola e arricchendola con sonorità tipiche della propria produzione con cui si consuma il massacro in quel di Montegranaro. Brillantissimi, come sempre! Una serata spettacolare in cui i marchigiani hanno dato l'ennesima dimostrazione di essere una band solida, affiatata ma anche e soprattutto originale e concreta. Il concerto cosi’ si conclude, ma voglio ricordare a tutti i lettori di supportare sempre le nostre metal band italiane che in quanto a originalita’ e rabbia di esecuzione non hanno da invidiare niente a nessuno. Infine ringrazio la disponibilita’ di MetalMillennium, di Paolo Ojetti e  della Tana delle Tigri per avermi dato la possibilita’ di scrivere questo report e alla mia amica Alice per avermi dato una mano insieme ad Ilaria per le foto.

 

REPORT DI LORD BAPHOMET

 

 

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