IRON MAIDEN

28 ottobre 2003

Palasport - FIRENZE

Dopo esserci imbottigliati nel solito traffico di Firenze,entriamo nel palasport,quando già i Gamma Ray hanno iniziato il loro show. La forma è delle migliori ed il trovarsi davanti oltre 10000 persone non può che far balzare alle stelle il tasso di adrenalina del Raggio Gamma. Non mi stancherò mai di godermi le loro performances: sempre piene di genuinità e voglia di farti capire chi è che comanda anche se solo con tre quarti d’ora a disposizione. Minuti che volano quando ti ritrovi tra capo e collo una mirabolante ‘I Want Out’ o un anthem come ‘Heavy Metal Universe’ capace di aprirti la gola da parte a parte! Ho saputo che all’ultimo è stato detto a Kai di VOLARE!Qualcuno ha detto che da scaletta l’ultimo atto sarebbe stato ‘Victim Of Fate’… realtà o sogno allucinato di un Gamma-fan? Mi toccherà rimanere con questo dubbio! L’attesa è tutta per loro,nel palazzetto si respira un’aria di festa.Dopo l’intro,l’ormai classico Doctor Doctor degli UFO, alle 21.18 si apre il sipario sull’ ennesima capatina che i signori capitanati da un grande Dickinson fanno su territorio italico da più di vent’anni a questa parte.                                
.‘Wildest Dreams’ apre le danze (della morte) mostrando un aspetto scenografico degno di nota e che rappresenta un cupo castello sul quale capeggiano due statue raffiguranti il tristo mietitore.


I Fans sono in delirio (e la cosa è guasi commovente) e molto viene attinto dall’ultimo periodo della Vergine, ma non mancano pezzi dell’era migliore come ‘Wrathchild’, alternata ad una ‘Can I Play With Madness’ che inaugura una serie di fondali a tema decisamente in tinta col resto del set, mai come in passato.

Totale assenza di pyros, in questo caso mai così appropriata che ha permesso di concentrare i sensi su una prova totalmente convincente di sei musicisti che la storia l’hanno fatta. Finalmente cosi in armonia Murray, Gers e Smith spadroneggiavano in egual modo assieme a Harris e Dickinson, quest’ultimo imprendibile sia da un obbiettivo che come prestazione vocale: il tutto coordinato dal rullo compressore azionato da mr.McBrain,veramente incredibile stasera.

Nel susseguirsi, un set ‘moderno’ fatto di ‘Rainmaker’, di ‘Brave New World’, delle atmosfere belliche di ‘Paschendale’ o dal fattore X di ‘Lord OF Flies’. A seguire i grandi classici del passato del calibro di ‘Hallowed Be Thy Name’,’ Fear of The Dark’ con i fans in delirio (giuro che il coro era talmente alto che si sentiva dalle prime file!!) e di quella ‘Iron Maiden’ nella quale fa capolino la falce di un gigantesco ed incappucciato Eddie. Pausa come da copione e le chitarre acustiche fanno la loro comparsa sul set, pronte ad accompagnare un ‘Journeyman’ spettacolosa, che fa da dolce per uno show senza mancanze, o forse si. Le ciliegine? Direi succose, come solo ‘The Number Of The Beast’ (con relativa entrata onstage del vecchio Eddie) e ‘Run To The Hills’ sanno essere.Manca qualche song illustre? Non sembrerebbe.. beh, nel caso, il Paradiso può attendere….UP THE IRONS!

ScaVenGer

Set List:

Wildest Dreams

Wrathchild

Can I Play With Madness

The Trooper

Dance Of Death

Rainmaker

Brave New World

Paschendale

Lord Of The Flies

No More Lies
Hallowed Be Thy Name

Fear Of The Dark

Iron Maiden

Journeyman

The Number Of The Beast

Run To The Hills

 

 

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