SUMMER DAY IN HELL

2004

 Roma “Centrale del Tennis” 10 Luglio 2004

Quello che sto per raccontarvi è un’autentica avventura che abbiamo vissuto io e il mio collega e amico Lord Of Darkness nella giungla di cemento della capitale.Partiamo alla volta della capitale la mattina verso le 11:30, e ci viene subito la brillante idea di prendere la via lungo il litorale,fatto di mare,sole e belle ragazze!!Percorrendo la scogliera di Livorno, ci viene voglia di mollare tutto e andarcene al mare eheheh, non certo per il tragitto, 4 ore di viaggio sull’asfalto infuocato dell’Aurelia non sono certo una barzelletta, arriviamo a Roma e subito si capisce che non sarà facile trovare il foro italico, luogo dove quest’anno si svolgerà il festival itenerante, dopo essere scampati a mille pericoli,multe e vigili al limite del sopportabile ,arriviamo al centrale del tennis quando i VISION DIVINE hanno già concluso la loro esibizione,parlando con alcuni ragazzi nel pubblico,pare che la band fiorentina abbia convinto un po’ tutti.Tra il pubblico notiamo molte facce note,tra amici e colleghi di lavoro, e sotto un sole cocente salgono sul palco i TIAMAT, e qui vale il discorso che riguardava la presenza degli Anathema al Gods, secondo me fuori luogo, al cospetto di un John Endlund fuori forma, la band si esibisce in un set fatto di brani tratti dall’ultimo “Prey” e da due classici come “Whatever The Huts” e “Gaia” che chiude un concerto bellissimo per il sottoscritto ma passato un po’ in sordina. Cambio di palco e il festival entra nel vivo con l’arrivo dei grandi thrashers DEATH ANGEL,

l’impatto sonoro è a dir poco devastante e i 5 di San Francisco sparano in apertura una mazzata del calibro di “Thrown To The Wolves”,la band è in una forma strepitosa Mark Oseguada riesce ha coinvolgere il pubblico in un frenetico pogo sotto il palco,nei 45 minuti a disposizione non ce ne per nessuno e i nostri ci sparano uno dietro l’altro capolavori del calibro di “Evil Priest”, ”The Devil Incarnate” fino alla conclusiva e ormai classico del thrash della bay area “Kill As One”.Finita la devastazione dei Death Angel tocca a i FEAR FACTORY

freschi freschi di reunion salire sul palco,nonostante l’ottimo studio album “Archetype” la band sul palco non mi ha convinto più di tanto soprattutto per via dell’opaca prova di Burton C.Bell,cmq i 4 sono autori di un wall of sound notevole in uno show di circa 45 minuti pescano a piene mani nella loro discografia “Slave Labor”, ”Archetype”, ”Self Bias Resistor” e “Replica” risultano ottime in sede live.Tocca ora alla band più attesa di questo “Summer Day In Hell” ovvero i bambini prodigio CHILDREN OF BODOM, finalmente riesco ha vedere sul palco una delle più incredibili band nate negli ultimi anni,la band capitanata dal leader e fondatore Alexi Lahio da vita a uno show infuocato che parte subito con una possente “Hate Me!” e subito sotto il palco si scatena l’inferno con il pubblico che mostra tutto il loro affetto verso la band finnica!                    L’affiatamento della band è incredibile tutto è perfetto (apparte qualche problema iniziale con la tastiera), l’energia che sprigionano è  incontenibile. “Silent Nigh Bodom Night”, ”Needled 24/7”, ”Towards Dead End” sono capolavori di puro metal e tanta melodia che in sede live trovano un aspetto davvero incredibile,dopo un’ora di concerto i "bambini di bodom" ci salutano con il loro brano migliore!   

Arriviamo così agli headliner della serata ovvero gli HELLOWEEN,per mia grande gioia,visto che seguo la band di Amburgo sin dagli inizi,e i due “Keeper” me li porterò sempre nel cuore, va bè sentimenti a parte,purtroppo in questo caso bisogna segnalare che il suono era davvero scadente, le chitarre erano troppo basse e la batteria sembrava di cartone,e a tutto si aggiungeva un Andi Deris non proprio in giornata,cmq i nostri partono subito alla grande pescando a piene mani nel loro glorioso passato “Starlight”, ”Keeper Of The Seven Keys” (intera!!), ”Future Word” e “Eagle Fly Free” sono le prime song eseguite, e non vi nascondo l’emozione quando ho sentito partire la mitica “Keeper of the seven keys”,una cosa però la devo dire,pur volendo bene al buon Andi, ma Michael Kiske è di un altro pianeta! La band continua lo show in meniera perfetta e pesca anche nelle release più recenti “Hey Lord!”,”If I Could Fly”,”Forever And More”,”Open Your Life”,”Sun For The World” e “Power” dove un simpatico Andi si diverte con il pubblico.Tutto sembra avviarsi alla conclusione,ma il bis? eccolo e i nostri ci sparano una “How Many Tears” da urlo,e con la sempre e divertentissima “Dr.Stein” i cinque di Amburgo si congedano dal pubblico,peccato che non sia stato neanche considerato qualche brano da “Master Of The Rings” e soprattutto l’assenza di un classico come “I Want Out”, va bè a sua maestà numero 2 ho sempre perdonato tutto…

Voti:

VISION DIVINE                 s.v

TIAMAT                              7

DEATH ANGEL                 10

FEAR FACTORY               7.5

CHILDREN OF BODOM   10

HELLOWEEN                      8

 

 

ScaVenGer

 

Ritorna al menu live report