TANKARD

Hatework

21 - 9 - 2002

Siddharta - Prato

Ancora una volta, il dimensionalmente contenuto Siddharta - locale pratese attivo concertisticamente da svariati anni - ha fatto il colpo grosso. Dopo aver calamitato sul proprio stage formazioni del calibro di Immolation e Napalm death, mancando di un soffio Mayhem e Satyricon, la riapertura della stagione 2002 è toccata ai Tankard, da poco muniti di carriera ventennale e di un album - "B-Day" - fresco di release e di grandi responsi. Di spalla alla formazione tedesca hanno presenziato i nostrani Hatework, recentemente autori di uno split album con i Vexed. Purtroppo, non abbiamo potuto presenziare all'esibizione di questi ultimi, essendo giunti al locale a concerto già iniziato nonostante vi si fosse fatta presenza nel pomeriggio stesso, causa intervista con Gerre e Frank. Entrare in un'area concertistica nel bel mezzo di un'esibizione dei Tankard è stato come gettarsi nell'occhio di un ciclone: sebbene il quartetto avesse presentato solamente due o tre pezzi, fra cui la mastodontica e freschissima "Need money for beer", l'avvio si è rivelato fulmineo, ed i figuri che poche ore prima giacevano su di un divano rispondendo comodamente alle nostre domande con lattine di birra alla mano hanno repentinamente cambiato identità: Frank, il bassista, non potendo giungere all'appuntamento con l'headbanging a causa della dimensionata capigliatura, ha sciorinato quintali di pesante attitudine punk, saltando e rimanendo sempre a stretto contatto col pubblico. Imponente la figura di Geremia (detto comunemente Gerre): il singer, con indosso una maglietta dei celebri thrashers Xentrix, ha sfoderato headbanging, ha cantato su alti livelli per tutto il tempo, ha incitato il pubblico ed ottenuto consensi, manifestando ironia, voglia di scherzare, ed un gran senso di auto celebrazione nei confronti della sua mastodontica pancia, spesso mostrata al pubblico con orgoglio ed un che di "non guardatela e basta, toccate pure voi". Andy, di tutt'altra caratura comportamentale, non ha tolto mai il sorriso della bocca, complici i continui applausi del pubblico e l'incedere pressochè perfetto dell'esibizione. Ripescate sia gemme del passato che nuove songs: "Queen of hearts" ha rappresentato l'unico sigillo del passato prossimo dei quattro, a dispetto dell'assoluta mancanza di pezzi estratti da "Kings of beer", di cui non s'è vista traccia neppur nei confronti della bellissima "Flirting with desaster". Ben trattato, invece, il nuovissimo "B-Day": "Need money for beer" ne è stato il preludio, "Rundown quarter" (quest'ultima un pezzo delle demo-tapes riadattata al nuovo stile proprio su "B-Day"), "Rectifier" e "Sunscars" il giusto omaggio generale. Ma largo spazio è stato concesso, come premesso, ai grandi classici. "Zombie attack", "Chemical invasion" e "The morning after" sono state le title-track presentate, quindi abbiamo avuto l'onore di udire "Nation over nation" - da "Two-faced" - , "Space beer" da "The meaning of life" (disco di maggior successo economico per la band), "Maniac forces" e - in conclusione - l'anthemica "(Empty) Tankard". Un concerto pressochè perfetto, contraddistinto da un lavoro al mixaggio incredibile e votato ad una volumistica oltranzista. Il paradiso degli headbangers: magliette di Onslaught e Slayer ovunque. Che stia davvero rifiorendo, questo rimpianto settore? Se la risposta sarà un netto 'si', i Tankard andranno sicuramente considerati come dei gladiatori di questo movimento. Fat, ugly and still alive!!!

 

Marco "Dark Mayhem" Belardi

tratta dal sito:

MetalManiacs

 

 

 

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