WACKEN OPEN AIR 2005

4-5-6 Agosto

“Welcome Metalheadz”

 

Bene, eccoci qui ha commentare per voi la 3 giorni metallica in terra tedesca. Ogni anno la ridente cittadina di Wacken si trasforma nella metaltown per eccellenza, e fa un certo piacere notare che gli abitanti del paese siano così cordiali e pronti ad aiutarti per ogni problema, in Italia invece una qualsiasi persona appena vede un metallaro scappa via!

Come sempre la kermesse tedesca offre infinite attrattive e, per poter vedere tutto, bisognerebbe potersi duplicare in almeno 4 cloni, sui 3 palchi principali non ci si ferma mai e si suona ininterrottamente dalle 10 del mattino alle 4 di notte; sul piccolo palco "secondario" ci sono valide band di newcomers che si sfidano a suon di bordate metalliche, e quando c'è pausa, arrivano i dj a fare un po' di metal karaoke.

Senza contare tutto ciò che gira intorno, il Metalmarket è una vera manna dal cielo per ogni metallaro, pieno di bancherelle che vendevano, t-shirt, bracciali, toppe, anfibi, pantaloni mimetici e in pelle, chiodi, anfibi, cd, dvd, vhs, vinili, ciondoli ecc…

Il piccolo palco gestito da una nota marca di liquori è stato il punto di ritrovo per molti metal fans, il supermarket un’altra manna caduta dal cielo per ogni campeggiatore, per non parlare dei numerosi punti di ristoro e birrerie con tanto di boccali e bicchieri con il marchio del festival, prezzi umani e il palco del meet & great dove ho visto da vicino e stretto la mano ad artisti del calibro di Vibeke Stein (Tristania), John Tardy (Obituary), Udo (Accept) e Mille Petrozza (Kreator), ma cominciamo dall’inizio!

La partenza è fissata per il 3 mattina alle 7:00, in compagnia di Massimiliano e Checco degli Overfaith e Marco dei Dysthymia, per problemi vari partiamo alla volta della Germania alle 7:45, il viaggio scorre veloce con una capatina a Monaco, dopo numerose tappe negli autogrill e un giro turistico ad Amburgo arriviamo la mattina del 4 nella cittadina che ospita il festival, ci addentriamo subito nell’immensa distesa del camping e una volta piazzate le nostre tendine facciamo un giro nell’area del festival, purtroppo a causa del maltempo (ha piovuto praticamente tutti e 4 i giorni alternandosi a sprazzi di sole), tutta l’area era già diventata un pantano, destinato ad aumentare nel corso dei giorni!

L’aria che si respirava durante il festival era qualcosa di unico, una mega festa come puo essere per noi in Italia una festa tipo quelle dell’ Unità, ed era veramente un bello spettacolo vedere scorazzare per le vie del paese bambini di 7-8 anni con addosso le magliette del festival, gente socievole, ti potevi vedere tranquillamente i concerti in terza/quarta fila senza pericolo di ricevere botte o cadere in qualche pogo, cosa che in Italia non esiste assolutamente, qui si fa solo del sano headbanging e si fa grande festa sotto il palco con tanto di birra a fiumi!!

Purtroppo al rientro in tenda per il pranzo, ci perdiamo nel camping e per ritrovare la tenda ci sono volute 4 ore, che ci hanno costretto ha perdere l’esibizione dei Tristania.

4 Agosto

Il nostro Wacken inizia alle 19:15 quando sul true metal stage salgono sul palco i Candlemass capitanati dal carismatico Messiah Malcolin, un’ora di puro divertimento in compagnia della storica band, da subito si nota l’incredibile qualità sonora dell’impianto anche a decine di metri dal palco si sentiva tutto perfettamente grazie anche alle casse montate anche dietro le torrette dei mixer, terminata l’esibizione dei Candlemass mi reco per curiosità al meet & great dove i Nightwish stavano regalando foto e autografi ai fans, alle 20:45 è la volta degli Oomph! Band simil Rammstein che in Germania nutre un grande seguito di fans i 5 tedeschi si presentano sul palco tutti vestiti di bianco, ma la loro esibizione non lascia il segno come quella dei Candlemass e preferisco così andarmi ha bere una bella birra in attesa dei Nightwish.

Alle 22:15 salgono sul palco capitanati dalla bella Tarja, la loro esibizione è lontana anni luce da quella vista all’ Evolution, la band è in grande forma ed è inutile dire che tra fiamme e fuochi a farla da padrone è proprio Tarja, capace di prendere in mano la situazione e sfoderare una prova direi esemplare. La set list è la stessa sentita all’evolution, comprese le cover. Unica critica, cosa vuol dire ogni volta cambiare il microfono per intonarlo con il vestito? Mah…

5 Agosto

Siamo al secondo giorno e la pioggia comincia a farla da padrone, e la serie dei concerti inizia sul black stage alle 11:00, quando salgono sul palco gli svedesi Naglfar (di recente passati da noi J). Il combo svedese da vita a una prova decisamente sotto tono, ed è un vero peccato perché davanti avevano un bagno di folla che li acclamava, anche qui per mia grande delusione non hanno fatto il mio pezzo preferito ovvero “Enclave The Astral fortress”, privilegiando giustamente sul materiale del nuovo album “Pariah”, non mancano comunque momenti esaltanti, quando in nostri partono con pezzi come “Through The Midnight Opheres” il pubblico si lancia sempre in un headbanging furioso, e nessuno si accorge così che la band è un po’ sottotono, vabbè le giornate storte capitano a tutti.

Un’ora di pausa e poi via sotto il party stage dove alle 12:40 sale sul palco una leggenda vivente a nome di Marky Ramone, grande batterista della leggendaria punk/rock band americana. Vi devo confessare che mi sono divertito un casino, durante tutti i 35 minuti dello show dove  Marky e la sua band hanno scaraventato sul numeroso pubblico sotto il palco, praticamente tutti i grandi classici dei Ramones,

“R.a.m.o.n.e.s” a “Pet Sematary”, passando per “Sheena is a punkrocker” , introdotte tutte da Marky, fino ad arrivare alla conclusione con la mitica e travolgente Bliezkrieg Pop”, chi di noi non ha mai canticchiato il ritornello di quest’ultima? “Hey Oh let’s go! Hey oh Let’s go!”, un’ altra oretta di pausa birra, e qui si presenta subito un grande dilemma, assistere al concerto dei bravissimi Ensiferum oppure all’esordio sul palco dei Bloodbath?

Decido così per tutti e due, e mi metto in postazione per assistere all’ inizio dello show degli Ensiferum, la bellissima intro dell’ultimo album manda tutti in delirio, i giovani finlandesi ci sparano in faccia subito “Iron” e “Sword Chant”, la presenza scenica è davvero notevole e i nostri finlandesi infiammano il pubblico presente, dopo la bellissima “Tale Of Revenge” decido di spostarmi verso il Black Stage dove i Bloodbath stanno devastando il pubblico sotto il palco, la presenza scenica è davvero notevole e i 5  si sono presentati sul palco coperti di sangue, ma sorpresona! Alla voce infatti non c’è Peter degli Hypocrisy ma Mikael Akerfeldt già presente sul primo disco "Resurrection through Carnage" e preso in prestito dagli Opeth!

I Bloodbath vanno dritti per la loro strada, macinando riffs su riffs e cercando di accontentare il pubblico in balia del maltempo. Una prova lampante che spero abbia un seguito, perché per chi non lo sa questo è stato il loro vero esordio sul palco! Grandi!! Subito dopo tocca ai Metal Church sul True metal stage e devo dire che la loro prova a lasciato un po’ l’amaro in bocca a tutti i presenti, un po’ per il suono non eccelso e un po’ perché la line up odierna non ha niente a che vedere con quella che spopolava negli anni 80, il problema è che la band odierna è troppo legata ad un passato di grandi pezzi, che pur con la loro alta qualità non riescono ha far decollare lo show complice anche la pioggia che ha reso l’atmosfera abbastanza fredda! Ma ecco che subito dopo sul balck stage alle 16:50 in punto si comincia ha godere! I signori Obituary fanno il loro ingresso sul palco con la bellissima intro del nuovo “Frozen In Time” ovvero “Redneck Stomp” che serve al quintetto di Tampa per scaldare le mani e far roteare 30000 capocce sotto il palco (un vero spettacolo il pubblico tedesco), come prevedibile si parte subito con “On the Floor” e “Insane” , non mancano però anche i grandi classici come “Slowly We Rot” e “Threateing skies”. I cinque di Tampa sono in grande forma, John padroneggia sul palco con la sua lunga chioma, tirando in pasto al pubblico uno show perfetto sotto ogni punto di vista! Unica nota dolente l’assenza dalla scaletta di brani come “Cause Of Death” e “Don’t Care”, vabbè agli Obituari di oggi si poteva perdonare tutto! Grandiosi!

Arrivato a questo punto parecchio streamati ci dirigiamo verso il Metal Market per quella che si prevede una lunga pausa, nel frattempo sui palchi principali sono saliti Edguy, Machine Head e Within Temptation, che mi sono ascoltato da lontano tra un wurstel, una birra e quattro chiacchiere buttate lì.

Arrivati intorno alle 23:00 ci dirigiamo verso il Party stage, l’impresa è ardua visto che la pioggia caduta durante la giornata a reso il terreno un pantano allucinante, con la derivante paura di scivolare! Sono le 23 e sul party stage sale une delle band più attese per il sottoscritto, ovvero i Gorefest. Il combo olandese da vita ad uno show emozionante pescando a piene mani dal passato e dal l’ultimo album “Chapter 13”, è inutile dire che i pezzi da “False” la fanno da padrone. Tecnica  hai massimi livelli in un’ora di concerto entusiasmante. Spero di rivederli presto da headliner!

Finiti i Gorefest mi avvicino verso il truemetal stage dove tra poco più di mezzora saliranno sul palco i Corvus Corax accompagnati dall’orchestra della Carmina Burana. Nel frattempo però sul black stage ci sono gli Apocalyptica che stanno ultimando il loro show, faccio proprio in tempo per ascoltarmi in classici dei Metallica tra cui “Harvester Of Sorrow” e “Enter Sandman”, inutile parlare della loro presenza scenica, assolutamente spettacolare!

Eccoci quindi al clou della seconda giornata del festival, i doomsters Corvus Corax e l’orchesta danno vita ad un concerto emozionante e incredibile, sinceramente non conoscevo i Corvus Corax, ma sono rimasto davvero incantato da questo concerto!

Prima della fine andiamo ha prenderci l’ennesima birra, prima dell’ultimo concerto della seconda giornata, ovvero gli svizzeri Samael, e alle 2:15 precise le note di “Moongate” si sprigionano dall’ immenso impianto del festival, è l’inizio di un grande show che porterà la band ha diventare una delle migliori viste al Wacken, lo show scorre pescando anche dal passato, e dal quel gran capolavoro che è “Passage” e il pubblico sotto il palco, numeroso nonostante l’ora si fa incantare dalla band con la sua dose di melodia orientaleggiante. Veramente grandi!!!

Siamo arrivati così alla fine del secondo giorno e dopo l’ennesima birra decidiamo di rientrare in camping, ma la via del rientro sembra ardua, infatti complice il tasso alcolico decisamente alto e il fango aumentato a dismisura la paura di perdere l’equilibrio e smerdarsi è completamente alta. Alla fine ci siamo riusciti!

6 Agosto

E così siamo arrivati a l’ultimo giorno di questo incredibile festival, naturalmente memori della botta alcolica presa la sera prima decidiamo per una colazione più soft, wurstel e birra!!! (aahhaha)

Decisione brutta quella che mi aspetta alle 12:00, vedere all’opera gli Zyklon sul blackstage o dare il giusto omaggio a i nostrani Stigma sul W.E.T stage?

Opto per i nostrani Stigma, mi fa veramente piacere vedere un nutrito gruppo di metalheads sotto il palco, sia italiani che non. Lo show è veramente divertente e il loro brutal death coinvolge tutti i presenti!!

Subito dopo andiamo di corsa nel metal market dove in un piccolo stand è partito uno spettacolo di spogliarello con delle bellissime metalgirl, il tutto candito da una colonna sonora di tutto rispetto (Seek & Destroy, Ace Of Spades, I Wanna rock ecc..), finito questo ci apprestiamo a tornare nell’area concerti dove alle 14:00 saliranno sul black stage i signori Suffocation, inganniamo l’attesa come al solito con birra e wurstel. Alle 14 puntuali ecco i maestri Suffocation che danno vita ad uno show massiccio e senza fronzoli gettando in faccia al numeroso pubblico presente sotto il palco tonnellate di death metal come solo i nostri maestri sanno fare. Mostruosi!!

Subito dopo e la volta sul true metal stage degli storici thrasher Overkill, freschi d’uscita con il nuovo album “Reli XIV”, il combo americano inizia con la rivisitazione del classico dei Motorhead “Overkill” e poi subito con la traccia di apertura del nuovo album “Within Your Eyes”. Un set che pesca anche dal glorioso passato con perle thrash del calibro di “Necroshine”, “Horrorscope”, “Hello From The Gutter” e la mitica “Fuck You”. Divertentissima la punteggiante “OIld School” che fa ballare tutti i presenti sotto il palco. Da notare nonostante la potenza dell’impianto e l’alto coinvolgimento da parte della band come il pubblico sotto il palco si limiti solo ad un furioso headbanging con solo piccoli focolai di poghi! Subito dopo ci spostiamo sul black stage dove stanno per salire sul palco i blackster svedesi Dissection attesi come una manna dal cielo dal sottoscritto, e l’attesa ne valsa la lunga pena, “At  The Fathomless Depths” (l’intro di “Storm Of The Light’s Bane”) ci apre le porte dell’ inferno e “Night’s Blood” dal via allo show con una carica impressionante, Jon canta ancora come ai vecchi tempi e anche il resto del gruppo non scherza, la violenza che trasudano pezzi come “Unhallowed”, “Retribution” e “The Somberlain” è allucinante, i suoni sono perfetti, le parti di batteria si sentono tutte perfettamente, ottimo il lavoro svolto dal “nostro” Sethlans al basso. “Where Dead Angels Lie” con le sue parti cadenzate risulta ancora un autentico gioiello, come lo è la song di chiusura “Thorns Of Crimson Death” bellissima e affascinante anche in sede live ci congeda da un gruppo che sta ritornando per riprendersi un posto nella scena black scandinava! Grandiosi, per ora i migliori del Wacken!

Dopo una bella pausa birra/ristoro e riposo verso le 21:15 ci avviciniamo al black stage dove alle 21:30 irrompono sul palco i tedesconi Kreator, la band di Petrozza spacca il culo ancora a tutti e lo dimostrano le song poste in apertura “Enemy Of God” e “Impossibile Brutality”, e anche qui la potenza annichilente dell’ impianto la fa da padrona, “Violent Revolution” scatena il delirio, “Pleasure To Kill” miete vittime tra il pubblico. La band in forma strepitosa, Mille canta come un forsennato alternandosi a furiosi headbanging insieme al resto della band, non mancano comunque i pezzi storici come “Phobia”, “Coma Of Soul” e la mitica “Tormentor” posta in chiusura!

Eccoci ora a gli headliner del terzo giorno (o forse di tutto il Wacken), ovvero i padroni di casa Accept, che dire, vivere un concerto dei maestri dell’ heavy metal in casa propria è un esperienza che consiglio a tutti, il pubblico era tutto per loro e i cori su “Metal Heart” e “Princess Of The Dawn” erano incredibili. Sul palco Udo e compagni sono dei grandi (dimostrato anche al gods), tra fiamme e fuochi d’artifico, un’ora e mezzo di metallo possente con brani come “I’m a Rebel”. C'è tanto Hard-Rock'n'Roll e un pò meno Metal in questo Show, ci si ferma molto sui cori, sulle chitarre, e l'audience sembra non chiedere altro. Ovazioni per "Restless and Wild" e "Flash Rockin' Man", mentre sulla storica "Balls to the Walls" gli Accept giocano con il pubblico in un lungo botta e risposta, conclusi nel finale con il sincronismo dei fuochi d'artificio a chiudere uno show lungo ed entusiasmante!

Subito dopo sul black stage partono i finnici Sentenced con quello che sarà l’ultimo show in Germania e per il sottoscritto. Chissà se Ville e soci credevano di essere loro gli headliner, ma sotto il palco il pubblico era molto più ridotto rispetto allo show degli Accept. Sembra però che i Sentenced vogliono giocare uno scherzo al Wacken, infatti quello che doveva essere il tour d’addio, ci si aspettava emozioni e pathos, invece la band dato vita a uno show piatto che sa di minestrina riscaldata, Ville non parla mai al pubblico, le canzoni sono suonate tutte una dietro l’altra senza troppi fronzoli, niente da dire su l’esecuzione dei brani, i grandi classici li hanno fatti tutti da “Bleed” a “Dead Moon Rising”, forse un po’ troppi i pezzi nuovi, ma la gente comunque apprezza e ogni tanto si sentono anche urla di ragazzine! “End On The Road” alla fine ci congeda dai Sentenced, speriamo  che la band ci ripensi e torni presto on stage anche se secondo me sarà molto difficile visto il grande successo che sta ottenendo Ville con la sua nuova creatura.

Per fortuna che, in ultimo, arriva il buon vecchio Zio Tom Angelripper a risollevare il morale dell'intero festival. Già, perchè dopo uno show che non prometteva di per sè di regalare divertimento, si passa ad uno dei deliri musicali più brillanti degli ultimi tempi. Per chi ancora non lo sa Onkel Tom non è altro che Tom Angelripper frontman dei Sodom. Ogni tanto però questo personaggio sveste la maschera da incazzato e si precipita nel primo Pub a intonare le più becere canzonacce da osteria affogate in litri di birra. Così a grande sorpresa Onkel Tom e la sua band  giunge sul true metal stage sorprendendo tutti  in una sorta di introduzione che si diletta a prendere per il culo i motorizzati Manowar e le loro Harley, salendo sul palco in sella a tre motorini (avete presente il CIAO) a suon di sgassate e scivolate. C’è di che divertirsi, nella propria terra poi Onkel Tom ha un seguito non indifferente e, cosa importante, il pubblico conosce tutte le sue canzoni a Memoria. Esibizione pirotecnica che lascia esausti ma decisamente divertiti e ci lascia il sorriso in bocca in chiusura del Wacken 2005.

Così con lo show di Onkel Tom si chiude il W:O:A, ci dirigiamo verso la tenda e durante il tragitto veniamo deliziati dallo spettacolino di una dolce donzella che si mette a fare pipì proprio davanti a noi, è inutile raccontarvi gli sguardi sbalorditi di tutti noi, ennesima birra e poi di corsa a letto che la mattina ci aspettano 20 ore di viaggio per tornare nella nostra patria.

Il Wacken… un’esperienza che personalmente consiglio a tutti voi lettori di metalmillennium di vivere almeno una volta nella vita, una botta di vita incredibile che vi farà innamorare ancora di più della nostra musica preferita!

Contdown to Wacken 2006!!

 

 

ScaVenGer

 

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