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DOMINE Siddharta, Prato 30-9-Y2K
Italian Metal: uno degli argomenti più discussi degli ultimi tempi. Se avete letto le mie recensioni sul sito www.enrgyzone.it avrete sicuramente notato la mia profonda passione e devozione per la scena metallara a stelle e strisce degli eighties, quindi la predica in questo caso viene dal pulpito sbagliato; non so se mi spiego. Ma vi siete mai chiesti il motivo per cui la qualità del Metal italiano è così bassa? Semplicemente perchè il Bel Paese non vanta eccessivamente di bands come questi cinque toscanacci dalle lucide spade e dalle cristalline armature. Sellato il bianco destriero alle 17:00 circa, mi sono messo in viaggio verso il castello del Principe Dadex Dj, per assistere al raduno dei cavalieri della Tavola Rotonda...ops, ho sbagliato epoca! In realtà sono andato in macchina al Siddharta a vedere il concerto dei Domine, e quando si parla di Domine tornare con la mente al mistico Medioevo non è assolutamennte difficile. Dopo un brillante soundcheck, il locale accoglie una folla assetata di metallo incandescente, e intorno alle 23.00, l'evento!I cinque eroi senza macchia e senza paura salutano il loro caloroso pubblico con una "Thunderstorm" trascinante e d'impatto, per poi proseguire con brani di altissimo livello come "Blood Brothers Fight", "Midnight Meat Train" e "Freedom Flight". La chitarra precisa e tagliente di Enrico Paoli, la voce limpida del veterano Morby -addirittura meglio che con i Sabotage d'annata! ndA-, il nuovo drummer che non fa rimpiangere per niente macchine del tempo del calibro di Bobby Jarzombeck o Dan Zimmerman... tutto fottutamente al posto giusto! Definirli i Blind Guardian italiani mi sembra riduttivo, visto che i Domine hanno saputo mantenere i fondamentali canoni degli anni 80, e nel contempo trovare uno stile compositivo tutto loro, complice senz'altro la timbrica epicheggiante del virtuoso e carismatico singer... Quando poi, alla fine del concerto mi sfornano perle di saggezza come "Stormbringer" -l'Italian Metal fatto canzone, dai tempi della Strana Officina, a mio avviso-, "Defender" -un anthem che a molti potrebbe risultare scontato...a me no!- o la cover mozzafiato di "Queen of the Reich" dei Queensryche -eseguita alla perfezione-, mi piange letteralmente il cuore. Il caro e vecchio True Metal ritorna a farsi sentire! Seguendo questo interessantissimo gruppo toscano ho potuto dare conferma alla mia tesi: il 90% della produzione made in Italy è fatta con lo stampino, i gruppi che tanto interessano ai giovani metallari giocano a clonarsi a vicenda, ma tra tanto squallore una stella brilla alta nel cielo, e si chiama DOMINE!
Sir Dr.Agnar
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