Karl Willetts – Vocals
Barry Thomson – Guitar
Gavin Ward – Guitar
Jo Bench – Bass
Martin Kearns - Drums

Discografia:

2005
Those Once Loyal
 


1988
in battle there is no law


1994
for victory


1989
realm of chaos


1998
who dares wins


1991
warmasters

 


1998
mercenary


1991
cenotaph


2001
Honour Valour Pride


1992
the IVth crusade

 

Bio:

I Bolt Thrower possono essere considerati come dei veri e propri pilastri per quanto riguarda la storia del death metal. Un gruppo che si ama o si odia, questo e' vero, quanto e' vero che la carriera di questa formazione sia stata per lo piu' ignorata dalla stragrande maggioranza del pubblico.
Fondati nel 1987, provengono da Birmingham (come i judaspriest). Ispirati dal mondo epico-guerriero dei giochi di ruolo della britannica Game Workshop (warhammer 40000 in particolare) i cui artisti cureranno l'artwork del secondo album. in proposito in un intervista di qualche anno dopo Gavin Ward dichirera':

...lavorare con una casa importante come la Games Workshop era molto limitante perche' volevano il controllo totale sulle nostre copertine. Inoltre volevano essere pagati per ogni singolo stato in cui uscivano i nostri dischi! Capirai che lavorare in queste condizioni non era una cosa fattibile, quindi da allora ci siamo serviti sempre di artisti ‘liberi’ molto in gamba. Ogni tanto se ci ripenso mi viene da ridere: ti sembra giusto che una band non possa avere il minimo potere decisionale sulla cover del proprio album? Cose da pazzi...


 

Miniature di
Warhammer 40000


Musicalmente pero' tra le loro muse ispiratrici ci sono bands quali Discharge, Sacrilege, Slayer e Candelmass. Nel 1988 esordiscono con l'ep In Battle There Is No Law dalle sonorita' grind, genere per la quale sono stati tra i primi profeti dopo Anal Cunt, Napalm Death e Carcass. In seguito pero' si distanziano sempre di piu' dal sentiero battuto del grindcore delle origini per creare un sound nuovo, personale e seminale, seguito ancora oggi; ritmi molto piu' rallentati, claustrofobici e cadenzati. L'album di passaggio e' Realm of Chaos, con brani come Through the Eye of Terror, Dark Millennium, Lost Souls Domaine, Plague Bearer, World Eater e Drowned in Torment, che spiega tutto il repertorio immaginifico della band: un universo barbarico pieno di guerra morte e distruzione,dove regnano dolore e sofferenza fisica e spirituale, tanto e' vero che spesso la loro musica vene definita death metal epico.

 


artwork di una confezione di miniature


Ecco sempre tratta dalla suddetta intervista una riflessione di Ward sulla guerra:

...abbiamo incentrato i nostri testi sulla guerra, e sulla cruda realta'! Sono tematiche tipicamente in stile death metal, inoltre ormai sono un nostro marchio di fabbrica, quindi credo sia giusto continuare a portare avanti la nostra tradizione...

...la guerra e' un qualcosa di gravemente sbagliato! Hai detto giusto prima, quando ricordavi che molte death metal bands parlano di guerra, perche' questa e' una tematica tipica del nostro genere musicale. Pensa ai draghi e ai cavalieri dei Manowar o del power metal: vedrai che il 90% delle bands appartenenti a questo filone musicale parla sempre di magie, guerrieri e draghi nei loro brani. La tematica della guerra e' tipica del death metal, tutto qui! Noi non siamo a favore della guerra, la riteniamo una gravissima macchia per il genere umano...

Con Warmaster, il terzo album, la musica dei subisce un ulteriore L'artwork e' curatissimo, con una cover apribile e un libretto con testi e disegni (realizzati dagli artisti piu capaci della rivista White Dwarf), che concretizza efficacemente l'immagine della band. Il disco e'composto da pezzi qualiProfane Creation, Rebirth of Humanity, Afterlife, What Dwells Within, The Shreds of Humanity e Final Revelation, il cui testo recita:

"nato per soffrire, attraverso un'esistenza di tenebra, controllato dalla paura, imprigionato nel profondo della tua mente".

Dopo la registrazione i Bolt Trower che si era gia' creata una reputazione di piu' che eccellente live band, partira' per un tour di successo che la vedrà in azione in Europa e in USA. Il quarto album del gruppo, The Fourth Crusade, prende spunto da un fatto storico, la Quarta Crociata, condotta nel 1204 per liberare la Terra Santa e la citta' di Gerusalemme dagli infedeli. La copertina riproduce questa volta il dipinto "L'ingresso dei Crociati a Costantinopoli", di Delacroix.

"L'epoca della quarta crociata era abbastanza blasfema"

... dice Karl Willets,

"i nostri testi si riferiscono all'ipocrisia religiosa. Ma il titolo ha molto piu' che una semplice connotazione storica, si riferisce anche al nostro presente. E l'idea delle crociate e' piu' che altro un'allegoria"...

sviluppata dal gruppo attraverso brani come Spearhead, Embers, Icon, As the World Burns, Celestial Sanctuary e This Time It's War.
Si percepisce chiaramente che nella scrittura del disco niente sia stato lasciato al caso, e tutto sia rivolto a creare quell'alone di lenta avanzata di una nutrita schiera di soldati in formazione serrata, dovuto anche al lavoro marziale del batterista Andy Whale, coadiuvato dal basso di Jo Bench (che tra l'altro e' stata una delle prime donne ad entrare in un gruppo di metal estremo.
 


Jo Bench in action


Nel tour successivo approderanno in anche in Australia, ma al tempo della realizzazione del quinto album For Victory sara' necessario un cambio di line-up lasciano Andy Whale (batteria) e Karl Willetts (voce, il quale ritornera' nella band successivamente), al loro posto rispettivamente Martin Kearns e Martin Van Drunen. E siamo al 1998 sesto album: Mercenary che riceve subito una valanga di calorosi consensi da parte dei pubblico e critica. Come del resto anche Honour-Valour-Pride realise album del 2001.Alla voce c'e'Dave Ingram, proveniente dai Benediction. 2005 ed il tempo sembra essere magicamente tornato indietro, in quanto il nuovo Those Once Loyal vede il ritorno sui "campi di battaglia" di Karl Willetts, grandissimo ritorno e grandissimo disco, che riporta i Bolt Thrower nell'olimpo della musica estrema.

Di seguito riporto alcune dichiarazioni di Ward sul death metal e sul music business:

...in giro sento i pareri piu' disparati: chi dice che la scena e' morta, chi dice che e' florida, altri dicono che ci sara' un ritorno di fuoco...non ci si capisce piu' niente eheh! Per me non e' un problema, il nostro ultimo tour europeo ha fatto sold out in un sacco di posti, per noi non e' cambiata una virgola rispetto al passato. Fortunatamente il pubblico ci ha sempre supportato e questo non puo' che farci piacere, anche perche', come dicevi tu prima, il death metal sta vivendo un periodo non troppo fortunato. Credo che piano piano le cose miglioreranno, ma solo i gruppi piu' validi sopravviveranno...

...Il death metal e' nato per essere qualcosa di brutale e violento, troppa melodia non puo' far altro che nuocere al genere...(si riferisce al death metal melodico).

...ora l'unica cosa che conta e' che il disco venda e che i tuoi concerti siano pieni di gente. Se la band e' di valore, ma vende poco, allora puo' preparare i bagagli e andarsene. Guarda quante reunion, tu credi davvero ci sia solo passione dietro tutto questo? E questa gran moltitudine di dischi degli anni ottanta che ultimamente vengono ristampati a basso prezzo? Quindici anni fa hanno fatto flop, ora il trend vuole che vengano venduti...c'e' qualcosa che non funziona in tutto cio'.



I Bolt Thrower sono tra alfieri del Death Metal di sua maesta' assieme a Napalm Death, Carcass e Benediction e nel corso della loro carriera si sono "fatti" tutte le guerre del passato, del futuro e della fantasia...Tremate manigoldi, tremate...Uazuazuaz.
 

by ThunderThrash